Conferenza episcopale italiana, Papa Francesco (LaPresse)
Conferenza episcopale italiana, Papa Francesco (LaPresse)

Città del Vaticano, 20 maggio 2019 - Scansa la politica papa Francesco e, nel suo discorso d'apertura dell'assemblea generale dell'episcopato italiano, preferisce concentrarsi su tre questioni interne alla Chiesa (sinodalità, rapporto vescovi-preti, iter di nullità delle nozze). Varata nel 2015 con due motu propri del Pontefice, la riforma del processo di nullitá del matrimonio ha snellito il procedimento (salvo appello, non è più necessaria la doppia decisione conforme), lo ha reso più prossimo ai richiedenti (il giudizio va celebrato nella loro diocesi) e soprattutto ne ha sancito la gratuitá (o meglio, è assai meno caro, specie per gli indigenti). 

Sulla nullitá delle nozze il Pontefice ha insistito particolarmente, ben consapevole che la questione interessa migliaia di famiglie in Italia. Anche per questo ha rivolto il suo piglio critico, ormai consueto nei suoi faccia a faccia con la plenaria dei vescovi italiani, sulle resistenze alla messa in pratica delle norme. "Mi rammarico - ha scandito con una certa dose di solennitá - per il fatto che, a distanza di quattro anni dalla sua approvazione, la riforma del processo di nullità matrimoniale sia ancora lontana dall'essere applicata nella gran parte delle diocesi". I vescovi, ha aggiunto, non devono anteporre alla concreta apllicazione dei due motu propri nessun altro interesse, in particolare "quelli economici degli avvocati che spingono a ritardare l'attuazione della riforma".

Altro argomento sviscerato dal Papa è stato quello della sinodalitá, nel senso di un camminare insieme dell'intera compagine ecclesiale (preti, laici e religiosi). A quella che ha definito "la cartella clinica dello stato di salute" della Chiesa, Bergoglio ha, per cosí dire, votato il suo pontificato, tanto da aver celebrato un doppio Sinodo sulla famiglia e uno sui giovani, oltre ad aver riformato, un anno fa, la stessa istituzione del Sinodo, creata con funzione consultiva da Paolo VI più di mezzo secolo fa. Davanti ai presuli riuniti in assemblea il Papa ha scherzato sulla possibilità che si svolga un Sinodo della Chiesa in Italia (“Ho sentito certi rumori che sono arrivati fino a Santa Marta”). L’importante è che il processo sinodale si sviluppi “dal basso verso l’alto”, ovvero deve coinvolgere i laici. Ci vorrà tempo, ha chiarito Francesco, che ha manifestato una certa consonanza con l’iniziativa a fronte di una maggioranza in Cei piuttosto scettica. Lo prova il fatto che il Discorso del Papa al Convegno ecclesiale di Firenze (2015), richiamato anche oggi da Bergoglio, sia rimasto in sostanza disatteso.

Ultimo tema dell’intervento papale quello del rapporto fra i vescovi e i presbiteri diocesani. Più volte Francesco nel suo discorso ha richiamato i primi alla “vicinanza” nei confronti del clero (nella sua interezza, “non solo verso i preti che ci risultano più simpatici”). Per il Pontefice oggi “i sacerdoti sono sotto un attacco mediatico a causa degli errori e dei reati di alcuni confratelli”. Anche e soprattutto in questa fase quindi i presbite

ri devono sentire il vescovo come “il loro padre e fratello maggiore”.

Nel dibattito a porte chiuse con l’episcopato, durato stavolta solo un’ora e mezza a causa di un impegno del Papa, lo stesso si è detto preoccupato per il destino dell’Europa in balia di sovranisti e populisti. Chiaro anche il richiamo sui migranti che vanno sempre accolti, “nessun porto chiuso”. Allo stesso tempo, però, Bergoglio ha riconosciuto la necessità di una redistribuzione dei profughi fra i diversi Stati europei, così come l’importanza di una vera integrazione. Ai vescovi ha chiesto di parlare con una voce sola riguardo al dramma dei migranti. “Non sarà facile - confida un presule assai impegnato nel sociale -. Purtroppo le sirene sovraniste seducano anche alcuni miei confratelli nell’episcopato”. Domani in assemblea è il giorno della discussione e dell’approvazione delle nuove linee guida anti pedofilia. Sembra  confermato l’orientamento d’introdurre nel documento l’obbligo di denuncia alle autorità civili dei casi di abuso sui minori.