Roma, 5 marzo 2021 - E' un viaggio storico al quale Papa Francesco teneva tantissimo, quello che lo ha portato nel martoriato Iraq. Per la prima volta infatti un Pontefice tocca il suolo iracheno. E' il primo viaggio apostolico in un Paese a maggioranza sciita, dilaniato negli ultimi decenni da laceranti conflitti. Francesco è atterrato a Baghdad poco prima di mezzogiorno. Bergoglio ha desiderato moltissimo questo viaggio, nonostante gli ovvi problemi legati alla sicurezza e malgrado l'emergenza di Coronavirus che ha colpito anche il nunzio in Iraq che avrebbe dovuto accompagnare il Papa nel viaggio. Bergoglio, in Iraq, si sposterà con tutta probabilità in auto blindata, non ci saranno naturalmente le grandi folle a causa dell'emergenza Covid.

Papa: "Basta violenze ed estremismi"

Il Papa si è appellato per far cessare le violenze, le guerre e i fondamentalismi che hanno reso l'Iraq "una terra martoriata". Bergoglio ha anche richiesto di dare pieni diritti e protezione ai cristiani e alle altre minoranze religiose: perché "nessuno sia considerato cittadino di seconda classe" in un Paese in cui è la Costituzione a stabilire che l'Islam non solo è la religione ufficiale dello Stato ma anche fonte della legislazione. "Questo è un viaggio emblematico, un dovere verso una terra martoriata da molti anni".

Parlando con i rappresentanti del governo, i politici, i diplomatici, al Palazzo presidenziale di Baghdad, il Papa ha sottolineato: "Tacciano le armi! Se ne limiti la diffusione, qui e ovunque! Cessino gli interessi di parte, quegli interessi esterni che si disinteressano della popolazione locale. Si dia voce ai costruttori, agli artigiani della pace! Ai piccoli, ai poveri, alla gente semplice, che vuole vivere, lavorare, pregare in pace. Basta violenze, estremismi, fazioni, intolleranze. Negli scorsi decenni, l'Iraq ha patito i disastri delle guerre, il flagello del terrorismo e conflitti settari spesso basati su un fondamentalismo che non può accettare la pacifica coesistenza di vari gruppi etnici e religiosi, di idee e culture diverse. Tutto ciò ha portato morte, distruzione, macerie tuttora visibili, e non solo a livello materiale: i danni sono ancora più profondi se si pensa alle ferite dei cuori di tante persone e comunità, che avranno bisogno di anni per guarire".

Poi l'appello alla comunità internazionale: "Ha un ruolo decisivo da svolgere nella promozione della pace in questa terra e in tutto il Medio Oriente". Infine la richiesta di "pieni diritti, libertà, responsabilità" e "partecipazione alla vita pubblica" per i cristiani e le altre minoranze religiose in Iraq.

Il messaggio a Mattarella

Nel lasciare il suolo italiano, come da prassi, Papa Francesco ha indirizzato un messaggio al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "Nel momento in cui lascio Roma per recarmi in Iraq pellegrino di pace e di fraternità tra i popoli, mi è gradito rivolgere a Lei, signor Presidente, il mio deferente saluto, che accompagno con fervidi auspici di serenità e prosperità per il caro popolo italiano". 

E Mattarella gli ha risposto così: "La Sua presenza in Iraq rappresenta per le martoriate comunità cristiane di quel Paese e dell'intera regione una concreta testimonianza di vicinanza e di paterna sollecitudine. La missione di Vostra Santità assume, inoltre, una particolare valenza quale segno di continuità dopo il Viaggio Apostolico negli Emirati Arabi Uniti, compiendo un ulteriore passo lungo il cammino tracciato dalla dichiarazione sulla fratellanza umana".

Nei giorni scorsi Bergoglio aveva ricordato come andare in Iraq fosse stato un desiderio anche di Papa Giovanni Paolo II: "Il popolo iracheno - ha detto - ci aspetta; aspettava San Giovanni Paolo II, al quale e' stato vietato di andare. Non si può deludere un popolo per la seconda volta".

Sicurezza rafforzata

Le autorità irachene hanno rafforzato le misure di sicurezza per garantire che la visita si svolga senza alcun turbamento nonostante i diversi attacchi avvenuti nelle ultime settimane. Migliaia di addetti alla sicurezza del ministero dell'Interno e della Difesa, oltre che di Intelligence e Sicurezza Nazionale sono già stati dispiegati in tutti i luoghi e le strade in cui andrà il Papa. La capitale Baghdad intanto ha approfittato della visita del Pontefice per dipingere i muri di alcune delle sue strade principali e adornare le chiese con immagini e bandiere.