Pope Francis gestures as he talks with journalists on the plane, during the flight from Manila to  Rome, 19 January 2015.    ANSA/ETTORE FERRARI
Pope Francis gestures as he talks with journalists on the plane, during the flight from Manila to Rome, 19 January 2015. ANSA/ETTORE FERRARI

CdV, 19 gennaio 2015 - "La lbertà deve essere accompagnata dalla prudenza. Questo volevo dire". Papa Francesco risponde così, sull'aereo in volo da Manila verso Roma, ai giornalisti che gli hanno chiesto di chiarire l'esempio fatto giovedì scorso, nel viaggio tra Sri Lanka, quando ha detto che ad un'offesa a sua madre avrebbe risposto con un pugno. "In teoria - chiarisce il Pontefice - possiamo dire che una reazione violenta non è mai una cosa buona. Non si deve fare: il Vangelo dice di porgere l'altra guancia. E sempre in teoria possiamo dire che tutti hanno la libertà di esprimersi. Ma in pratica siamo tutti esseri umani e io non posso provocare col rischio di far arrabbiare e ricevere una reazione non giusta". "Reagire alle offese non va bene ma è nella realtà umana. Perciò devo essere prudente", raccomanda Bergoglio includendosi tra quanti sono esposti al rischio di provocare reazioni e fraintendimenti. "La prudenza - sottolinea - è una virtù cristiana importante. In teoria siamo tutti d'accordo sulla libertà d'espressione. Ma capiamoci un po': stiamo attenti, non rischiamo di provocare". 

NON FARE FIGLI COME CONIGLI - "Paternità responsabile significa che si devono fare figli, ma responsabilmente. Alcuni credono che i cristiani debbono fare come i conigli". Papa Francesco ha risposto così a una domanda sull'Enciclica "Humanae vitae" di Paolo VI che proibì la contraccezione, e sulla quale anche nelle Filippine la maggior parte dei fedeli cattolici esprime riserve nelle intervistati nei sondaggi. "Sentir dire che tre figli già sono troppi - ha confidato in proposito il Papa - mi mette tristezza, perché tre figli per coppia sono il minimo necessario a mantenere stabile la popolazione". 

LEADER ISLAM CONDANNERANNO - E' ottimista Papa Francesco riguardo alla possibilità che i leader musulmani raccolgano il suo appello a condannare con fermezza gli atti di terrorismo. "I leader religiosi politici e accademici si esprimano con chiarezza. Il popolo moderato islamico chiede quello", ha rinnovato anche oggi il suo appello. "Per loro - ha ammesso il Papa - la situazione non è facile. Ma sono sicuro che a una condanna chiara ci si arriverà".

IMPORRE CULTURA GENDER NELLE SCUOLE E' COME NAZISMO - "Volete sapere cosa è la colonizzazione ideologica?", domanda il Papa ai giornalisti che viaggiano con lui, chiarendo che il suo riferimento nei discorsi di questi giorni era al tentativo di imporre la cultura del Gender nelle scuole . "Colonizzazione ideologica è lo stesso - risponde dunque il Pontefice - che hanno fatto sempre i dittatori, anche in Italia con i 'balilla'. Pensate anche alla 'gioventù hitleriana', a quel popolo che ha subito tanta sofferenza", suggerisce ai giornalisti.  "Vi faccio - continua il Papa - un esempio che ho vissuto io nel 1995: una ministra dell'istruzione pubblica alla quale avevo chiesto un forte finanziamento per le scuole dei poveri, rispose - racconta Bergoglio - che lo avrebbe concesso a condizione che si adottasse un certo libro che insegnava la teoria del Gender. Ma i soldi non erano mica i suoi... Si trattava di colonizzazione ideologica", spiega il Pontefice. Secondo Papa Francesco, "ogni popolo ha la sua storia" che andrebbe rispettata. "Gli imperi - invece - cercano di far perdere l'identità al popolo, questa è la globalizzazione della sfera e non del poliedro, che invece mantiene tante facce". "C'è una mentalità - denuncia Bergoglio - che si vuole imporre e i vescovi africani si lamentavano di questo al Sinodo, di una costrizione ideologica: alcuni tendono proprio 30 denari per farsi forti con i bambini".

UN CALCIO AI CORROTTI - "La corruzione ruba al popolo. La persona corrotta fa affari corrotti, governa corrottamente e le vittime della corruzione sono i poveri, quelli che abbiamo visto anche in questi giorni. La corruzione oggi è a livello mondiale, non è chiusa in se stessa, e uccide". Parole di Papa Francesco che non usa mezzi termini quando affronta questo tema, e  racconta anche un episodio che gli è capitato quando era ausiliare di Buenos Aires e tentarono di corromperlo ma lui li mise in fuga. "Oggi nel mondo - dice il Papa - l'atteggiamento corrotto trova facilmente un nido nelle istituzioni. E' tanto facile cadere nella corruzione, per le istituzioni in particolare. Ho domandato al capo di gabinetto di un governo dell'Argentina, che forse non era corrotto: 'mi dica, degli aiuti che inviate all'interno del paese, quanto arriva sul posto?'. 'Il 35 per cento', mi ha risposto". E' a questo punto che Francesco rivela quanto capitato a lui personalmente. "Era il 1994 da poco ero vescovo nel quartiere di Flores, e vennero da me - ricostruisce - due funzionari di un ministero e mi dissero: 'Lei ha tanti poveri. Possiamo farle avere un finanziamento di 400 mila pesos, che era una grande somma all'epoca'. Io ascoltavo, e subito avevo pensato che quando l'offerta è grande si può nascondere un'insidia. Ed essa arrivo' puntualmente: 'Lei poi ne da' la meta' a noi'. E dentro di me mi sono detto: 'Li insulto? Gli do' un calcio nel sedere? Faccio lo scemo?'. Ho fatto lo scemo e ho detto loro: 'non abbiamo il conto corrente nelle vicarie. Allora dovreste versare nel conto dell'arcidiocesi, dove tutto sarebbe registrato'. Così hanno preso il cappello e se ne sono andati via rapidamente. A quel punto mi è anche venuto un pensiero cattivo: se sono atterrati direttamente senza chiedere pista, forse qualcuno prima di me gli avrà detto 'sì". Oggi, ha denunciato Bergoglio rispondendo ai giornalisti, la corruzione è anche nelle istituzioni ecclesiali. Tutti siamo peccatori. Ma le persone corrotte nelle istituzioni della chiesa ricadono nella corruzione. "Ricordiamoci sempre - ha quindi concluso Francesco - peccatori sì corrotti no. Santi peccatori ma non santi corrotti. La Chiesa è santa". 

NON ESCLUDERE I POVERI - "Tu no. Fuori!". Sull'aereo in volo da Manila, Papa Francesco pronuncia queste parole che tante volte si sentono dire i poveri, gli immigrati, le persone discriminate per la loro appartenenza etnica o religiosa. E lo fa per rispondere a una domanda su cosa sia il terrorismo di Stato, del quale ha parlato nella messa dell'8 gennaio per le vittime della strage di Parigi. "Questo scarto - spiega - credo che sia come un terrorismo. Non sono carezze quelle parole che ti dicono per escluderti". In proposito, Bergoglio propone come esempio un episodio accaduto a Roma: "un barbone - racconta - aveva un dolore di pancia, poveretto. Non sapeva come raggiungere il Pronto soccorso ed è andato da un prete che si è commosso e ha deciso di accompagnarcelo lui, ma ad un patto: 'quando comincio a spiegare al medico quello che hai tu fai finta di svenire', gli ha detto il sacerdote". "Quell'uomo aveva la peritonite: se andava da solo moriva", rivela infine il Papa per il quale "quel prete era furbo, ma ha fatto bene, conosceva la situazione". "Il messaggio di questo viaggio nelle Filippine è stato sui poveri, che sono le vittime di questa cultura dello scarto. Oggi non si scarta la carta ma le persone", ripete nella sua conferenza stampa. "Mi viene in mente - confida - l'immagine delle caste. Oggi sembra normale lo scarto". "Quello che avete visto a Manila è un contrasto che stride", replica al giornalista che gli ha descritto i bambini che vivono tra i rifiuti a 100 metri da un hotel a 5 stelle. "Nella mia diocesi di prima, Buenos Aires, in una strada confinante con una zona misera, ci sono 36 ristoranti di lusso. Dove, se ci vai, paghi un occhio della testa. E dall'altra parte della carreggiata c'è la fame". "Noi - lamenta Bergoglio - abbiamo la tendenza ad abituarci a questo".

DALAI LAMA? NON VENNE PER RAGIONI DI PROTOCOLLO - "E' abitudine della Santa Sede non ricevere capi di Stato impegnati in una riunione internazionale a Roma. Pensate quando c'è l'assemblea della Fao, e ne arrivano tanti. E questa è l'unica ragione per la quale non ho ricevuto il Dalai Lama". "Siamo in relazione. Sono disposto a riceverlo. Non c'è rifiuto alla persona o paura della Cina", assicura. "Noi - conclude - siamo aperti e vogliamo la pace con tutti. Siamo educati, facciamo le cose passo passo". 

A TACLOBAN ERO ANNIENTATO - "Il momento più forte è stata la messa a Tacloban con i familiari delle vittime del tifone. Mi sono sentito annientato. Quasi non mi veniva la voce". Lo ha confidato Papa Francesco. "Mi hanno colpito molto i gesti: questa corrispondenza immediata, io davo la benedizione e loro anche muovevano la mano nello stesso modo". "Questi - ha detto Francesco - non sono gesti protocollari, ma gesti sentiti e gesti del cuore. Quasi fanno piangere. Mi ha colpito anche il gesto dei papà che alzavano i bambini perché il Papa li benedicesse. Tanti Alzavano i bambini, da altre parti non si vede, c'era il desiderio di dire, sollevando i figli, 'questo è il mio futuro. Il mio tesoro. Era uno di quei gesti che vengono dal cuore. E le mamme che portavano i figli malati, cercavano anche loro di sollevarli. Ma papà arrivavano più in alto, le mamme fino a qui. Alcuni avevano disabilità che fanno impressione. E le mamme sembravano dire "è così ma è il mio. Il gesto di paternità trasmetteva entusiasmo, gioia. Quelli delle mamme mi hanno fatto venire in mente una parola difficile per noi da capire, perché e usata male: rassegnazione. Il sentimento di chi sa soffrire ed è capace di rialzarsi". E qui Francesco ha fatto riferimento al colloquio di Ieri con il papà di Kristel, la volontaria di 27 anni morta a Tacloban per la caduta di una tensostruttura a causa del vento fortissimo. "Dall'incontro con quell'uomo sono stato edificato. Mi diceva: 'mia figlia è morta in servizio. E cercava di consolarsi. Un popolo che sa soffrire". Francesco ha parlato con la stessa commozione anche della ex bambina di strada con la quale ha pianto abbracciato nell'università San Tommaso. "La ragazza - ha detto il Papa - è stata l'unica a fare quella domanda sulla sofferenza innocente. Le donne è importante che siano valorizzate. Non siamo ancora a una donna segretario di dicastero, ma questo verrà". I bambini di strada sono i più poveri, e ci insegnano, ha aggiunto il Papa, "non dimenticate che anche noi dobbiamo essere mendicanti di loro. I poveri ci evangelizzano". Infine il Pontefice si è soffermato sulle lacrime che egli stesso ha versato nei diversi incontri del viaggio, e in altri ne ha anche parlato. "I valori - ha commentato Bergoglio - si capiscono bene. La capacità di piangere è una grazia che dobbiamo chiedere: 'Signore tu che hai fatto uscire l'acqua fai che la mio cuore escano lacrime', recita una preghiera".

RECORD? COMPLIMENTI AL SIGNORE - Papa Francesco ha commentato anche i 6/7 milioni di presenti alla messa di ieri a Manila, quando è stato battuto ogni record di presenze ad eventi pubblici, compresi i 4/5 milioni della messa del 1995. "La grande presenza? Complimenti al Signore. Pensate sempre che voi siete servi inutili", ha detto il Papa. Francesco ha tenuto invece a sottolineare che quello di Manila era un "entusiasmo non finto. La gioia l'allegria. Sono capaci di fare festa. E di sopportare le difficoltà: un cerimoniere mi ha detto di essere rimasto edificato perché i ministranti nella prova sotto la pioggia battente, mai avevano perso il sorriso. Un sorriso che veniva dal cuore. Dietro c'è la vita normale i dolori, i problemi, ma guardano avanti col sorriso". 

STIMA DEI MEDIA - "Ho stima dei media, mi seguite con passione e vi ringrazio per questo". Papa Francesco si è rivolto con queste parole agli inviati che lo hanno seguito nel viaggio in Sri Lanka e Filippine. "Il vostro lavoro è stato impegnativo. In spagnolo diciamo 'passado por agua'", ha aggiunto. Al termine del viaggio, Francesco ha voluto poi augurare buon compleanno - donandole una torta con le candeline accese - alla decana dei vaticanisti, la corrispondente di Televisa, Valentina Alzrachi che festeggia oggi il suo compleanno. Abbracciandola il Pontefice ha detto: "ringrazio te per ringraziare tutti". Appreso poi che l'Agenzia Italia compie 65 anni nel 2015 ed è impegnata in accordi di cooperazione a sostegno di agenzie di stampa nazionali di una ventina di paesi in via di sviluppo, soprattutto in Africa e Asia, Papa Francesco ha formulato sull'aereo auguri per l'Agi e per quanti vi lavorano.

PROSSIMI VIAGGI: ECUADOR, BOLIVIA E PARAGUAY. SETTEMBRE USA - Papa Francesco ha rivelato le mete dei suoi prossimi viaggi, conversando con i giornalisti nel volo di ritorno dalle Filippine, precisando che non si tratta ancora di decisioni tutte definite. A luglio di quest'anno visiterà Ecuador, Bolivia e Paraguay. In settembre andrà negli Stati Uniti, dove il viaggio includerà la capitale federale Washington, New York, perché è previsto un intervento al Palazzo di Vetro dell'Onu, e Filadelfia dove si svolgerà l'Incontro mondiale delle Famiglie ma non la California e il Messico ("perché ci vorrebbero cinque giorni in più, due per la California e tre per il Messico. Ma ci sarà un tempo per andare anche in Messico, a salutare la Madonna di Guadalupe", ha detto il Papa). A novembre poi ci sarà il primo viaggio africano: andrà in Centrafrica e Uganda ("c'è stato un ritardo nel decidere quando e dove, a causa dell'Ebola, abbiamo fatto molte riunioni su questo", ha rivelato). Nel 2016 poi Francesco visiterà Cile e Perù e tornerà per la prima volta dall'elezione del marzo 2013 in Argentina. Nelle mete individuate non c'è dunque El Salvador, dove sarà beatificato l'arcivescovo martire Oscar Arnulfo Romero: quella per decidere chi presiederà il rito, "è una guerra che combatteranno monsignor Paglia e il cardinale Amato", ha scherzato Bergoglio. 

 LA CHIESA SI SPOGLI DI MONDANITA' - "La Chiesa deve spogliarsi, deve dare l'esempio in tema di povertà. Anzi molto di più di questo: deve rifiutare ogni mondanità. Per noi consacrati, vescovi, preti, suore e laici impegnati il peccato più grave è la mondanità. E' tanto brutto vedere un consacrato, un uomo di chiesa diventato mondano". Sono parole di Papa Francesco che - nella conferenza stampa sull'aereo in volo da Manila a Roma - ammette: "la strada di Gesù è impegnativa. E noi cristiani scandalizziamo gli altri con le nostre debolezze". E subito dopo avverte: "la Chiesa non è una 'ong'. Se lo diventa smette di essere la Chiesa".

CONFERENZA IN AEREO - VIDEO