Papa Francesco (Lapresse)
Papa Francesco (Lapresse)

Città del Vaticano, 25 settembre 2017 -  Papa Francesco torna nel mirino dei tradizionalisti. Questa volta a tentare di metterlo all’angolo sulla dottrina sono 40 tra sacerdoti e studiosi laici (poi divenuti 62) che firmano un documento a dir poco inconsueto dal titolo latino Correctio filialis de haeresibus propagatis (Correzione filiale in ragione della propagazione di eresie) in cui lo accusano addirittura di 7 eresie per quanto contenuto nel suo documento-manifesto Amoris Laetitia in cui c’è anche l’apertura ai divorziati risposati.

L’operazione ricorda quella dei quattro cardinali ultraconservatori (Burke, Brandmueller, Caffarra e Meisner) che con i loro dubia sfidarono papa Francesco sul terreno della dottrina, senza peraltro ottenere risposta. Stavolta tra i firmatari della lettera non ci sono cardinali né vescovi. Ma spiccano nomi come quelli del capo dei Lefebvriani, Bernard Fellay, e del laico Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello Ior. Gotti Tedeschi in serata, dopo che i firmatari avevano deciso di rendere pubblico il testo della lettera, ha preso le distanze dalle accuse al Pontefice spiegando che il documento è «un atto devoto, una supplica perché il Papa chiarisca». La lettera, lunga 25 pagine e spedita a Bergoglio l’11 agosto, dichiara che il Papa, mediante la sua esortazione apostolica Amoris Laetitia e mediante altre parole, atti e omissioni a essa collegate «ha sostenuto 7 posizioni eretiche riguardanti la vita morale e la recezione dei sacramenti, e ha causato la diffusione di queste opinioni eretiche nella Chiesa». In particolare colpiscono due passaggi del testo quando si parla di proposizioni che emergono da Amoris Laetitia come «false ed eretiche, propagate nella Chiesa tanto con il pubblico ufficio quanto con atto privato». Eccoli: «I cristiani che hanno ottenuto il divorzio civile dal coniuge con il quale erano validamente sposati e hanno contratto un matrimonio civile con un’altra persona (mentre il coniuge era in vita); i quali vivono more uxorio con il loro partner civile e hanno scelto di rimanere in questo stato con piena consapevolezza della natura della loro azione e con il pieno consenso della volontà di rimanere in questo stato, non sono necessariamente nello stato di peccato mortale, possono ricevere la grazia santificante e crescere nella carità». E l’altro: «La coscienza può giudicare veramente e correttamente che talvolta gli atti sessuali tra persone che hanno contratto tra loro matrimonio civile, quantunque uno dei due o entrambi siano sacramentalmente sposati con un’altra persona, sono moralmente buoni, richiesti o comandati da Dio». Si tratta dunque, secondo i firmatari, di due «false ed eretiche» affermazioni che però discendono da Amoris Laetitia e sulle quali il Papa è chiamato a chiarire. Alla lettera spedita in agosto non c’è stata risposta. Così alla mezzanotte del 23 settembre è scattata l’ora X: diversi blog hanno pubblicato il documento per spingere il Papa a venire allo scoperto. I tradizionalisti non hanno usato mezzi termini. Lo dimostra la parte finale ( Delucidazione ), dove si elecano due cause di questa «crisi singolare»: il «Modernismo» e «l’apparente influenza delle idee di Martin Lutero su Papa Francesco». Ma è difficile che Bergoglio, che già non cadde nella trappola dei quattro cardinali, si lasci mettere sotto pressione dagli ultratradizionalisti.