di Deborah Bonetti Il padre del primo ministro britannico Boris Johnson ha rivelato di aver fatto richiesta per ottenere la cittadinanza francese, poche ore prima che la Gran Bretagna uscisse dall’Unione europea. Stanley Johnson, padre di Boris, ha lavorato per la Commissione europea a Bruxelles oltre che come eurodeputato nella prima legislatura (1979-1984). Ieri ha detto ai microfoni di una radio francese: "Sì, è vero che ho chiesto la cittadinanza francese. Ma il punto non è quello di voler diventare francese. Io, se ho capito bene, lo sono già. Mia madre è nata a Versailles, sua...

di Deborah Bonetti

Il padre del primo ministro britannico Boris Johnson ha rivelato di aver fatto richiesta per ottenere la cittadinanza francese, poche ore prima che la Gran Bretagna uscisse dall’Unione europea.

Stanley Johnson, padre di Boris, ha lavorato per la Commissione europea a Bruxelles oltre che come eurodeputato nella prima legislatura (1979-1984).

Ieri ha detto ai microfoni di una radio francese: "Sì, è vero che ho chiesto la cittadinanza francese. Ma il punto non è quello di voler diventare francese. Io, se ho capito bene, lo sono già. Mia madre è nata a Versailles, sua madre era interamente francese, così come lo era suo nonno. Per me il punto è quindi di rivendicare quello che in realtà sono già".

L’ottantenne Johnson senior è noto per essere una spina nel fianco del più famoso figlio: infatti, spesso, si è fatto beccare dai giornali e dai mass media in generale a fare esattamente il contrario di quello che Boris ordina o consiglia agli inglesi dalla sua residenza di Downing Street in tempi di Covid. Esempi se ne potrebbero fare tanti: come andare al pub quando era vietato o partire per le isole della Grecia quando agli inglesi era stato detto di non viaggiare. Il patriarca, dunque, non si è voluto smentire neanche questa volta.

Un momento storico che avrebbe dovuto essere un trionfo per il figlio, ovvero l’uscita dalla Ue, per il quale Boris è stato eletto primo ministro con una valanga di voti nel dicembre 2019, è stato sciupato dal padre che ha scelto proprio il momento della transizione per rendere nota la sua intenzione di prendere il passaporto francese, per poter continuare a sfruttare il diritto di movimento libero di persone tra gli Stati membri, a cui gli inglesi hanno rinunciato votando per la Brexit.

Stanley, che sarebbe stato un uomo violento e narciso – avrebbe picchiato la mamma di Boris davanti ai figli secondo una biografia non autorizzata del premier uscita a novembre e firmata dal celebre giornalista investigativo Tom Bower – e che pare sarebbe disposto a tutto pur di apparire più importante del figlio maggiore, ha aggiunto: "Io sarò europeo per sempre, questo è certo. Non si può dire agli inglesi “voi non siete europei“. L’Europa è più che un mercato comune o l’Unione europea. Detto questo, è importante mantenere un legame con la Ue".

Johnson Sr aveva fatto una campagna contraria al figlio ai tempi del referendum per la Brexit del 2016, sostenendo la cordata pro-Remain, ovvero a sostegno dello status quo e della permanenza all’intero dell’Unione Europea.

Poi aveva cambiato opinione, schierandosi a fianco di Boris per l’uscita dalla Ue. Un tipico voltafaccia johnsoniano in cui sia il figlio (Boris) che il padre (Stanley) eccellono.

L’intera famiglia Johnson (il premier ha una sorella e due fratelli oltre a due fratellastri, nati dal secondo matrimonio del padre) si è peraltro schierata in modo nettamente diverso dal premier, con la sorella Rachel e il fratello Jo (anche lui ministro) ambedue pro-Ue.