Paolo Pietrangeli
Paolo Pietrangeli

Roma, 22 novembre 2021 - È morto a 76 anni Paolo Pietrangeli, cantautore celebre soprattutto per aver scritto 'Contessa', colonna sonora del '68 italiano e inno cantato nelle manifestazioni di sinistra da generazioni. A dare la notizia Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista- Sinistra Europea. "Ciao Paolo. Chi ha compagni non morirà", scrive Acerbo sul sito del partito dove si parla di "morte improvvisa". Il segretario saluta "un compagno a cui non smetteremo mai di dire grazie per quello che ha rappresentato per la storia della cultura, dei movimenti, della sinistra e anche del nostro partito".

E aggiunge: "Con le sue canzoni Paolo ha dato voce al lungo sessantotto italiano e anche alla riflessione sulla sconfitta - prosegue -. La sua Contessa non è mai passata alla radio ma è diventata un inno cantato da milioni di studenti e operai. Aveva da tempo problemi di salute che gli impedivano di intervenire con la sua voce potente in iniziative che sosteneva e condivideva. Ma da gigante buono e sempre ironico tendeva sempre a non drammatizzare la situazione. Ogni volta che gli abbiamo chiesto di darci una mano con umiltà si metteva a disposizione. Sentiva il dovere di dare una mano a ricostruire una sinistra nuova nel nostro paese. Nel 1999 scrisse n bellissimo 'Il canto per Rifondazione' che 'comunista è l'impegno morale'. Un impegno che Paolo con umanità generosa non ha mai dismesso", conclude la nota di Acerbo. 

Chi era Pietrangeli

Paolo Pietrangeli era figlio figlio del regista Antonio Pietrangeli e di Margherita Ferrone. Il suo nome iniziò a circolare negli anni sessanta, con le prime canzoni a sfondo socio-politico che trovarono subito spazio nell'ondata di protesta che accompagnò il '68 in Italia. I suoi brani divennero ben presto popolari tra i movimenti giovanili di sinistra, con Valle Giulia e Contessa che si imposero come inni, quasi bandiere, dell'agitazione studentesca del 1968. Entrambi furono incisi con la seconda voce di Giovanna Marini, altro simbolo delle canzoni di protesta. 

Pietrangeli si occupò anche di cinema: fu aiuto regista con Mauro Bolognini de L'assoluto naturale (1969), con Luchino Visconti in Morte a Venezia (1971) e con Federico Fellini in Roma (1972). Nel 1974 il debutto da regista in Bianco e Nero, documentario che scavava l'universo del neofascismo e denunciava le collusioni di una parte dello Stato con i settori eversivi di estrema destra. La svolta a metà anni '80, quando lascia la cinematografia per buttarsi a tempo pieno nella regia televisiva. Non tutti sanno che c'è lui dietro a cult popolari come Maurizio Costanzo Show e, più tardi, Amici di Maria De Filippi.  

Neppure la discesa in campo di Silvio Berlusconi, nel 1994, incrina il sodalizio televisivo con Maurizio Costanzo. Ed è lo stesso Pietrangeli a scendere in politica nel 1996, con Rifondazione Comunista: candidato alla Camera, non viene eletto. Si ripresenta nel 2001 al Senato nel collegio Roma-Tuscolano, prende il 5,5% dei voti e resta fuori dal Parlamento ancora un volta. Dirige poi insieme a Wilma Labate e Roberto Giannarelli Genova. Per noi, documentario sugli scontri del G8. Nel 2009 aderisce a Sinistra, Ecologia e Libertà di Nichi Vendola, quindi l'ultimo tentativo di entrare alla Camera con Potere al Popolo nel 2018. Ma, anche in questo caso, non viene eletto. 

Contessa

È Contessa il brano che consegna Pietrangeli alla storia. Sembra che a ispirarlo fu una conversazione intercetta, senza volere, in un elegante caffé del Quartiere Trieste a Roma. Fatto sta che Contessa in pochi anni diventa una canzone popolare che risuona dalle manifestazioni ai ritrovi di sinistra. Ha stile e andamento delle canzoni popolari, propaganda e mette in parallelo due temi fulcro dell'agitazione dell'epoca: la lotta operaia e la protesta dei movimenti studenteschi. Negli anni '90 i Modena City Ramblers hanno registrato una cover del brano che, a distanza di 30 anni, è tornato in voga nelle proteste di piazza.

Le reazioni

 "Più di vent'anni insieme al Maurizio Costanzo Show, poi una fiction che si chiamava 'Orazio' e c'era ugualmente lui. Va via un pezzo di vita". Così Maurizio Costanzo ricorda Pietrangeli. "Mi rimarrà lo sguardo sornione e spiritoso - dice commosso - e quel senso di tranquillità che mi dava quando stava in regia". Da molti anni, al Maurizio Costanzo Show era subentrato il primo cameramen di Pietrangeli, Valentino Tocco. "In assoluta continuità", osserva Costanzo, che aggiunge: "È una perdita anche umana, proprio della persona. Non pensavo mi dispiacesse tanto. Mi dispiace tanto".

Il ministro della Cultura, Dario Franceschini: "Con Paolo Pietrangeli scompare un grande autore della canzone d'autore italiana, il cui talento creativo si è espresso non solo nella musica ma anche nella regia cinematografica e televisiva", dice. "Le note della sua 'Contessa' hanno accompagnato l'impegno politico e scaldato i cuori di tanti e risuonano oggi nella testa di molti nel giorno della sua scomparsa".