Palermo, 19 luglio 2021 - Palermo ricorda Paolo Borsellino a 29 anni dalla strage di via D'Amelio. Una serie di iniziative anche oggi ricordano quel terribile pezzo della storia d'Italia, su cui, nonostante processi e indagini, che proseguono, deve ancora essere scritta la verità piena. Molto sentite le parole del capo dello Stato Sergio Mattarella: "Una strage che segna la storia"

Via D'Amelio, 29 anni fa

Il 19 luglio 1992 Palermo e il Paese - 57 giorni dopo la strage di Capaci in cui fu ucciso Giovanni Falcone - furono sconvolti dall'eccidio di via D'Amelio. Paolo Borsellino, 51 anni, da 28 in magistratura, procuratore aggiunto nel capoluogo siciliano dopo aver diretto la procura di Marsala, quel 19 luglio 1992 pranzò a Villagrazia con la moglie Agnese e i figli Manfredi e Lucia. Poi si recò con la sua scorta in via D'Amelio, dove vivevano la madre e la sorella. Una Fiat 126 parcheggiata nei pressi dell'abitazione della madre con circa cento chili di tritolo a bordo, esplose al passaggio del giudice, uccidendo anche i cinque agenti. Erano le 16.58. L'esplosione, nel cuore di Palermo, venne avvertita in gran parte della città. 

Una strage annunciata

Fu la più annunciata delle stragi, in un contesto di incapacità e complicità che va ben oltre il livello della mafia. L'autobomba uccise, oltre al magistrato, Emanuela Loi, 24 anni, la prima donna poliziotto in una squadra di agenti addetta alle scorte, Agostino Catalano, 42 anni, Vincenzo Li Muli, 22 anni, Walter Eddie Cosina, 31 anni, e Claudio Traina, 27 anni. Unico superstite Antonino Vullo. 

Le 'Agende rosse'

In via D'Amelio le 'Agende rosse' restano mobilitate, spinte da un instancabile Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, che con l'Agi ha parlato di "uno Stato che non merita fiducia perché a 29 anni di distanza ancora non si è indagato a sufficienza su molti punti rimasti oscuri, a partire dalla presenza dei servizi nella strage e su chi veramente ha ordito certe mistificazioni". 
Così, "le indagini sulle stragi non si sono mai fermate e non si fermano", ha assicurato il procuratore generale di Caltanissetta, Lia Sava. 

Mattarella: una strage che segna la storia

Molto sentito il ricordo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "L'attentato di via D'Amelio, ventinove anni or sono, venne concepito e messo in atto con brutale disumanità. Paolo Borsellino pagò con la vita la propria rettitudine e la coerenza di uomo delle Istituzioni. Con lui morirono gli agenti della scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina. La memoria di quella strage, che ha segnato così profondamente la storia repubblicana, suscita tuttora una immutata commozione, e insieme rinnova la consapevolezza della necessità dell'impegno comune per sradicare le mafie, per contrastare l'illegalità, per spezzare connivenze e complicità che favoriscono la presenza criminale". 
E la dichiarazione continua: "Paolo Borsellino, e come lui Giovanni Falcone, sapevano bene che la lotta alla mafia richiede una forte collaborazione tra Istituzioni e società. Per questo si sono spesi con ogni energia".
"Da magistrati - dice ancora il Capo dello Stato - hanno espresso altissime qualità professionali. Hanno intrapreso strade nuove, più efficaci, nelle indagini e nei processi. Hanno testimoniato, da uomini dello Stato, come le mafie possono essere sconfitte, hanno dimostrato che la loro organizzazione, i loro piani possono essere svelati e che i loro capi e i loro sicari possono essere assicurati alla giustizia. Per questo sono stati uccisi". 
"Non si sono mai rassegnati e si sono battuti per la dignità della nostra vita civile. Sono stati e saranno sempre - sottolinea - un esempio per i cittadini e per i giovani. Tanti importanti risultati nella lotta alle mafie si sono ottenuti negli anni grazie al lavoro di Borsellino e Falcone". "La Repubblica è vicina ai familiari di Borsellino e ai familiari dei servitori dello Stato, la cui vita è stata crudelmente spezzata per colpire le libertà di tutti. Onorare quei sacrifici, promuovendo la legalità e la civiltà, è un dovere morale che avvertiamo nelle nostre coscienze", conclude il Presidente della Repubblica.


Le iniziative di oggi a Palermo

- Dalle 9 alle 13, davanti all'Albero della Pace, "Mattinata dedicata al mondo della scuola", a cura del Centro studi Paolo e Rita Borsellino. 
- Alle 10.30 presidio Scorta per la Memoria. Alle 14.45 "I Sopravvissuti: scorta è memoria", interventi dal palco di membri delle scorte sopravvissuti alle stragi degli anni '90 e non solo. 
- Alle 16 interventi dei familiari delle vittime della strage di Via D'Amelio e dei familiari di vittime di mafia. 
- Alle ore 16.58 minuto di silenzio altri interventi dei familiari delle vittime della strage di Via D'Amelio e dei familiari di vittime di mafia. 
- Alle 17.45 "Sistemi criminali e depistaggi", Incontro con i magistrati Sebastiano Ardita, Roberto Scarpinato, Giovanni Spinosa e l'avvocato Fabio Repici. Modera il giornalista Paolo Borrometi, vice direttore dell'Agi. 
- Alle 21 inaugurazione luci tricolore sull'Albero della Pace alla presenza del sindaco Leoluca Orlando. 
- Alle 21.20 "Our Voice": rappresentazione artistica di con due monologhi coreografati. 
- Alle 21.40 Aut Aut in "Brucia la terra" racconti di mafia: dal golpe di Corleone ai giorni nostri. Un'utopia di verita'". 
- Alle 22.45 proiezione del documentario d'inchiesta "Uno bianca - Mirare allo Stato", a cura di Roberto Guglielmi ed Enza Negroni con gli studenti del Corso Doc del Liceo Laura Bassi di Bologna.