Bologna, 10 luglio 2018 - Non lo sapevamo ma Macerata è la città più ruvida, più cattiva, più intollerante d’Italia. Peccato, eravamo convinti che lì nelle Marche, dove Neri Marcorè offre il suo sorriso da buono come testimonial, ci fosse un ambiente accogliente verso profughi, clandestini, richiedenti asilo. Se credete al New York Times, e anche a qualche lettura italiana, questa è la fotografia. Se si osserva la realtà con buonsenso Macerata è una cittadina come tutte le altre. Diversa da Bologna, Firenze, Padova? No simile, almeno sul piano dell’accoglienza e delle tensioni sociali. Lì, però, in seguito a una tragica congiunzione astrale dovuta a fatti di sangue e droga, è esploso il disagio legato ad un’emergenza immigrazione in generale mal gestita. Se in un microcosmo non abituato alle turbolenze esplodono i numeri degli irregolari, sale lo spaccio di eroina e si aggiunge un delitto come quello della ragazza tagliata a pezzi, scattano azioni folli (Luca Traini che spara a casaccio sui neri), reazioni emotive della società (proteste, cortei) e svolte politiche (boom della Lega) imprevedibili. Così diventa un caso anche lo zio avvocato della povera Pamela. In un video postato sulla sua pagina Facebook , indossando una maglietta nera, reagisce "ai benpensanti della manifestazione in maglietta rossa contro la presunta perdita di umanità". E ancora: "Dietro questo omicidio c’è una barbara politica migratoria... perché non avete indossato la maglietta rossa quando Pamela è stata uccisa?". Certo, il massacro di Pamela non sta solo dentro questo scenario, ma c’è una parte di vero. La cronaca della ribellione è un giro d’Italia. Nell’ultimo anno, anche senza delitti, hanno alzato barricate, fra gli altri, a Goro di Ferrara, paesino sul Delta del Po, Vallecrosia di Imperia, Cona di Venezia. Tutti politicamente scorretti come a Macerata? In Italia non c’è razzismo, ma solo esaperazione. Ecco perché il ministro a tutto campo Matteo Salvini riceve più consensi che critiche per la svolta sull’accoglienza. Se calano gli arrivi, cala l’emergenza, se cambia la strategia europea sui migranti, cala la sofferenza senza fine dell’Italia. E diminuiranno anche i morti nel canale di Sicilia diventato, non da oggi, l’obitorio del Mediterraneo. In pochi mesi hanno perso la vita oltre mille persone. Su questo aspetto la variopinta brigata composta da Legambiente, Arci, Anpi, Don Ciotti non ha indossato la maglietta rossa. Si può rimediare. Come raccomandava il maestro Alberto Manzi in tv, non è mai troppo tardi