Palestre e piscine, la riapertura si avvicina. Le nuove regole del protocollo per la riapertura studiato dal ministero dello Sport sono passate al vaglio del Comitato tecnico scientifico, che le ha sostanzialmente validate. La chiusura delle strutture sportive era stata decisa dal dpcm del 16 gennaio e scadrà il 5 marzo. Se non...

Palestre e piscine, la riapertura si avvicina. Le nuove regole del protocollo per la riapertura studiato dal ministero dello Sport sono passate al vaglio del Comitato tecnico scientifico, che le ha sostanzialmente validate. La chiusura delle strutture sportive era stata decisa dal dpcm del 16 gennaio e scadrà il 5 marzo. Se non succederà nulla, dal 6 marzo tutti potranno tornare ad allenarsi. Una situazione che però appare improbabile. Il governo (attuale o futuro) dovrà decidere quali restrizioni applicare, anche alla luce delle indicazioni dei tecnici. Il documento allo studio riguarda più in generale la riapertura degli impianti sportivi, che dovrebbe essere modulata diversamente a seconda del colore delle regioni.

Ma quali sono le novità maggiori per le zone arancioni e gialle (in zona rossa ovviamente rimane la chiusura)? Per le palestre gli scienziati confermano quanto già era emerso come ipotesi nelle ultime settimane: e cioè riapertura limitata solo per lezioni individuali. Per quanto riguarda le piscine, il Cts chiede che sia assicurato a ogni utente uno spazio minimo di 10 metri quadrati (il ministero proponeva 7). Inoltre è previsto l’ok per le attività sportive e di danza indirizzata ai bambini che vanno a scuola.

Le precauzioni essenziali restano: tutti gli strumenti vanno costantemente sanificati, vietate le docce, si potrà bere solo da bicchieri monouso o da bottiglie personali, usare tappetini propri o da sanificare dopo ogni uso. Ovviamente in tutte le strutture dovranno essere a disposizione dispenser di gel igienizzante. Per quanto riguarda più in generale l’attività fisica, sarà necessario mantenere sempre la distanza interpersonale di 2 metri.