Palermo, 9 luglio 2021 -  Blitz anti-assenteismo a Palermo: si davano allo shopping e facevano sport invece di lavorare. Sono 28 le misure cautelari eseguite dalla Guardia di finanza, nell'ambito dell'operazione "Timbro libera tutti", nei confronti di dipendenti pubblici accusati, a vario titolo, di truffa a danno di un ente pubblico e falsa attestazione della presenza in servizio. Si tratta 11 dipendenti del Comune, 3 del Coime e 14 della Reset, società comunali, in servizio presso i Cantieri culturali della Zisa. Tra loro anche un indagato per mafia. 
Il gip di Palermo ha disposto gli arresti domiciliari per 8, per 14 la misura dell'obbligo di dimora e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per i restanti 6. 

I furbetti del cartellino

Le indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo - Gruppo Tutela Mercato Beni e Servizi, coordinate dalla procura di Palermo, hanno fatto emergere numerosi episodi di assenteismo da parte dei dipendenti che, dopo aver attestato la propria presenza in servizio, si allontanavano dal luogo di lavoro per impegni privati, come fare la spesa o attività sportive.
Molto frequenti erano poi i casi - secondo gli investigatori delle Fiamme gialle - di timbrature multiple da parte di un dipendente per conto di diversi colleghi in realtà non presenti in servizio. 
Le indagini si sono sviluppate attraverso videoriprese, appostamenti, pedinamenti ed esami documentali.

La telecamera nascosta proprio a ridosso dell'apparecchio per la rilevazione elettronica delle presenze ha consentito in poco più di tre mesi, di registrare oltre mille casi di irregolarità nell'attestazione degli orari, che hanno determinato la falsa rendicontazione di circa 2.500 ore di servizio in realtà non prestate. Si faceva ricorso anche allo strumento straordinario della 'rilevazione manuale' che consente in caso di 'dimenticanza' del proprio badge personale, di attestare la propria presenza al lavoro tramite comunicazione scritta, in modo da tentare di aggirare la rilevazione automatica. 
Gli otto arrestati sono Dario Falzone, 69 anni, Antonio Cusimano, 60 anni, Gaspare Corona, 68 anni, Mario Parisi, 61 anni, Francesco Paolo Magnis, 61 anni, Salvatore Barone, 47 anni, Giancarlo Nocilla, 48 anni, e Tommaso Lo Presti, 50 anni.

Comune parte civile

"Esprimo un forte apprezzamento al comando provinciale della Guardia di finanza per l'operazione 'Timbro libera tutti' che mette in luce uno spaccato di una realtà che grava sul corretto funzionamento dei servizi alla città. Per questo l'amministrazione comunale si costituira' parte civile", ha detto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. 

Il padre di 'Non ce n'è Coviddi'

Tra gli indagati del blitz contro i furbetti del cartellino c'è anche il padre di Angela da Mondello, all'anagrafe Angela Chianello, la casalinga palermitana diventata famosa per aver risposto in un'intervista "Non ce n'è Coviddi", una frase diventata poi un tormentone la scorsa estate. Isidoro Chianello, dipendente della partecipata Reset, è stato raggiunto dall'obbligo di dimora.  Secondo l'accusa l'uomo dal 12 giugno 2018 al 7 agosto dello stesso anno in sei occasioni si sarebbe allontanato dal luogo di lavoro per occuparsi di faccende personali, "avendo poi l'ardire di tornare ai Cantieri culturali in bermuda e ciabatte per timbrare l'orario di uscita", annota il gip Rosario Di Gioia nell'ordinanza.