Sulla ricerca di ’responsabili’ eo ’costruttori’ a sostegno del governo Conte, si concentra buona parte del confronto politico di questi giorni. E, alla vigilia del voto alla Camera che aprirà la settimana della verità per il governo giallo-rosso, il nervosismo è tanto. Soprattutto se vengono tirati in ballo i servizi segreti. A tal...

Sulla ricerca di ’responsabili’ eo ’costruttori’ a sostegno del governo Conte, si concentra buona parte del confronto politico di questi giorni. E, alla vigilia del voto alla Camera che aprirà la settimana della verità per il governo giallo-rosso, il nervosismo è tanto. Soprattutto se vengono tirati in ballo i servizi segreti. A tal punto che ieri una nota di Palazzo Chigi ha dovuto precisare puntigliosamente che "sono completamente destituite di ogni fondamento le gravissime insinuazioni in cui, facendo genericamente riferimento a quanto narrato dalle cronache di questi giorni, si evoca un presunto network che farebbe capo al presidente del Consiglio al fine di ampliare la maggioranza e reclutare nuovi senatori". Il riferito, esplicito, è all’editoriale del direttore de La Stampa, Massimo Giannini (nella foto), che ieri riportava appunto le voci su queste presunte manovre. In particolare, Palazzo Chigi ritiene "particolarmente grave il riferimento a un presunto coinvolgimento in queste attività anche dei vertici dell’intelligence".

La puntualizzazione della presidenza del Consiglio tranquillizza il direttore del quotidiano torinese. Così infatti Giannini commenta la nota di Palazzo Chigi: "Prendo atto con sollievo della smentita del presidente del Consiglio. Le notizie sul ‘network contiano’ al lavoro per il reclutamento dei ‘responsabili’ circolano da una settimana, non smentite, anche su altri giornali. Ne ho scritto, con una certa inquietudine, perché non potevo credere che dietro al premier vi fosse una rete ‘non ufficiale’ così attiva. Se questa rete non esiste, o non opera ‘col favore delle tenebre’, è una buona notizia per la nostra democrazia".

red. pol.