Il carro funebre lascia via Palermo, in cui si trova la villa dove sono stati uccisi Vincenzo Solano, 68 anni, e la moglie Mercedes, 70 anni, Palagonia (Catania), 30 agosto 2015. ANSA/ DOMENICO TROVATO
Il carro funebre lascia via Palermo, in cui si trova la villa dove sono stati uccisi Vincenzo Solano, 68 anni, e la moglie Mercedes, 70 anni, Palagonia (Catania), 30 agosto 2015. ANSA/ DOMENICO TROVATO

Roma, 31 agosto 2015 - Palagonia è un paese sotto choc. Gli abitanti del paese in provincia di Catania, teatro del massacro dei due coniugi Vincenzo Solano e Mercedes Ibanez, di 68 e 70 anni, uccisi nella loro villa, a stento frenano la rabbia nei confronti del 18enne extracomunitario ivoriano ospite del Cara di Mineo indicato come l'autore del massacro.

I due anziani, che erano tornati in Sicilia dopo tanti anni di lavoro in Germania, vengono descritti come una coppia esemplare. "Erano persone per bene, stiamo piangendo tutti Vincenzo e Mercedes. Due persone che non meritavano questa fine", dice un vicino di casa.  L'esasperazione dei cittadini, però, è rivolta anche nei confronti dello Stato. "Il nostro Governo li accoglie tutti, e dà loro anche i soldi. Mentre noi qui moriamo di fame qui", dice qualcun altro davanti alla villetta in cui si è consumato il duplice omicidio.  

Sul fronte delle indagini, gli investigatori hanno acquisito le immagini delle numerose videocamere di sorveglianza della zona. E mentre gli inquirenti sono al lavoro per appurare se l'ivoriano abbia ucciso da solo, una vicina di casa racconta un particolare che avrebbe potuto rendere la tragedia ancora più grande. La nipote della coppia, infatti, avrebbe dovuto dormire a casa dei nonni proprio la notte del massacro. "La bambina doveva dormire con i nonni - ha detto -. Solo per una coincidenza non è venuta più. I genitori hanno deciso di andare a mare e portare con loro la figlia".