Il giudizio finale nasce dall'autocertificazione dei bimbi e dalla valutazione dei maestri
Il giudizio finale nasce dall'autocertificazione dei bimbi e dalla valutazione dei maestri

Modena, 14 febbraio 2020 - Che fa la tua pagella, ride o si dispera? Sembrano lontanissimi i tempi dei 'bravo' e 'bravissimo', rischiano di sparire pure quelli dell’agognato 6. D’altronde in un presente dove siamo abituati, anche se non tutti, a indicare elementari e medie come primarie e secondarie, lo stesso voto tradizionalmente inteso può evolversi in una 'emoticon'; con l’inglesismo s’intende la faccina gialla che fino a ieri traduceva stati d’animo sugli smartphone e che ora sembra apprestarsi a diventare anche un metro di giudizio allargato tra i banchi. Questo succede nella scuola primaria Rodari di Modena, dentro due classi prime.

Vero è che di esperimento si tratta, e limitato peraltro al primo quadrimestre, ma l’idea (non un caso isolato nel panorama nazionale) risponde, come spiega il dirigente (un tempo avremmo scritto preside) Daniele Barca, "a una visione multidisciplinare". Non più, dunque, un voto secco in una determinata materia, ma una autovalutazione che l’alunno si dà e poi confronta con il giudizio degli insegnanti, alla ricerca più di attitudini e percorsi di apprendimento che di freddi numeri.

Il progetto si chiama, infatti, 'Oltre la disciplina' e funziona così: ai genitori degli alunni viene consegnata una scheda (‘Mi piace e so fare’) dove le emoticon sono lì ad indicare tre possibili reazioni relative alla proprie capacità in ambiti quali il saper scrivere le lettere, leggere le parole, conoscere le parti del corpo, scrivere le frasi. Sotto ognuna di queste voci la faccina gialla può esprimere stupore negativo, neutra indifferenza oppure un positivo sorriso.

La stessa scheda, per quel determinato alunno, sarà compilata anche dagli insegnanti, così al momento del confronto dei due elaborati, i genitori, ma anche l’alunno stesso, avranno modo di riflettere sulle competenze acquisite e sulle maggiori o minori predisposizioni. Detto ciò, va sottolineato che alla fine dell’anno scolastico i voti ’di una volta’ sono destinati a tornare anche alle Rodari di Modena, ma il progetto si presenta comunque come fortemente innovativo: "Si tratta – spiega il dirigente Barca – di un approccio più pedagogico che va oltre la disciplina in senso stretto e coinvolge, soprattutto, il bambino in un confronto educativo. L’alunno in questo modo avrà maggiore consapevolezza di sé ed il primo quadrimestre, come indica il ministero, sarà in primis formativo". Una scuola più interessata al come si arriva a un ‘6’ invece che al voto come esito matematico delle prove affrontate. Una scuola, ancora, dove l’alunno si auto-valuta e può così parlarne con i docenti, nella speranza che, alla fine, la faccina gialla sorrida.