Il braccio di ferro, durato oltre un anno, si è concluso: Enzo Bianchi ha lasciato la Comunità di Bose, in ossequio al provvedimento della Santa Sede che gli aveva intimato nel maggio dello scorso anno l’allontanamento dalla comunità monastica del Biellese, da lui fondata. "Cari amicie per alcuni giorni sono stato silente e non vi ho inviato i pensieri emersi nel mio cuore ma un faticoso, sofferente trasloco me lo ha impedito: per noi vecchi migrare è uno strappo non pensabile anche perché ci prepariamo all’esodo finale, non a cambiar casa e terra", ha scritto Bianchi nelle ultime ore su Twitter. L’ex priore di Bose, 78 anni, si è trasferito in un alloggio a Torino, messogli a disposizione da conoscenti dopo una ristrutturazione. Termina così un lungo e doloroso tira e molla, che a tratti aveva preso anche i contorni di una specie di ‘telenovela’, seguito alla decisione della Santa Sede prima di inviare a Bose a fine 2019 un visitatore apostolico – padre Amedeo Cencini – e poi di risolvere con l’allontanamento del fondatore la situazione di contrasti ai vertici della Comunità.