6 mar 2022

Pacifisti in piazza, la sinistra si divide sulle armi

In 50mila a Roma, tanti gli slogan "equidistanti". Il Pd ha aderito, ma ribadisce il suo via libera a mandare aiuti militari a Kiev

ettore maria colombo
Cronaca
Ieri un lungo corteo ha attraversato le strade della Capitale per manifestare contro la guerra in Ucraina
Ieri un lungo corteo ha attraversato le strade della Capitale per manifestare contro la guerra in Ucraina
Ieri un lungo corteo ha attraversato le strade della Capitale per manifestare contro la guerra in Ucraina

di Ettore Maria Colombo La manifestazione nazionale dei pacifisti italiani (titolo e slogan "Cessate il fuoco. Per un’Europa di pace") che si è tenuta ieri a Roma è stata un successo sul piano numerico (50mila per gli organizzatori, 20mila per la Questura), ma è stata inficiata da polemiche, distinguo e ambiguità di parole d’ordine "neutraliste" ed "equidistanti" tra aggressori russi e aggrediti ucraini. La manifestazione è stata convocata dalla Rete italiana Pace e Disarmo, storica associazione anti-militarista che ha condannato non solo l’invasione russa ma anche la decisione del governo e del Parlamento italiano di inviare armi agli ucraini. Alla manifestazione – che è iniziata alle 13.30 in piazza della Repubblica, dove è stata srotolata una grande bandiera arcobaleno e si è conclusa a piazza San Giovanni – hanno aderito associazioni della società civile (oltre 200, tra cui Arci, Acli, Libera, Emergency, Legambiente, Cgil, Movimento Nonviolento, Rete della Conoscenza, Anpi, Greenpeace) e partiti politici (Rifondazione comunista, il Partito comunista) che, seppur piccoli, non fanno mistero di volere l’uscita dell’Italia dalla Nato. Infine, le parole d’ordine della manifestazione sono state oggetto di polemica tra i pacifisti. In una versione iniziale del testo c’era scritto che "dall’Italia e dall’Europa devono arrivare soluzioni politiche e negoziali, non aiuti militari". Poi la parte sugli aiuti militari è stata tolta per includere anche la sinistra di governo. Il Pd, infatti, ha aderito, era presente, ma ribadendo la sua posizione pro-invio delle armi. Ma la Rete italiana Pace e disarmo ha rilanciato le sue parole d’ordine: "Disarmo, neutralità attiva, stop alle armi, riduzione delle spese militari". E il segretario di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, bolla il Pd come "guida dello schieramento guerrafondaio". Ambiguità e retorica antimilitarista che ha rotto pure l’unità sindacale. La Cgil ha aderito. La Cisl si è sfilata, con il segretario Luigi Sbarra: "Siamo con ...

© Riproduzione riservata

Stai leggendo un articolo Premium.

Sei già abbonato a Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione o Il Telegrafo?

Subito nel tuo abbonamento:

Tutti i contenuti Premium di Quotidiano Nazionale oltre a quelli de Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Il TelegrafoNessuna pubblicità sugli articoli PremiumLa Newsletter settimanale del DirettoreAccesso riservato a eventi esclusivi
Scopri gli altri abbonamenti online e l'edizione digitale.Vai all'offerta

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?