di Stefano De Biase Mentre Paolo Rossi torna simbolicamente nella sua Prato, con l’inaugurazione di un mezzobusto in bronzo alto due metri collocato a pochi passi dalla casa che gli ha dato i natali, la Figc pensa in grande e auspica che all’ex campione del mondo venga intitolato lo stadio Olimpico di Roma. L’idea è del presidente della Figc, Gabriele Gravina, arrivato a Prato proprio per partecipare all’inaugurazione della scultura. "Sarebbe...

di Stefano De Biase

Mentre Paolo Rossi torna simbolicamente nella sua Prato, con l’inaugurazione di un mezzobusto in bronzo alto due metri collocato a pochi passi dalla casa che gli ha dato i natali, la Figc pensa in grande e auspica che all’ex campione del mondo venga intitolato lo stadio Olimpico di Roma. L’idea è del presidente della Figc, Gabriele Gravina, arrivato a Prato proprio per partecipare all’inaugurazione della scultura. "Sarebbe straordinario intitolare l’Olimpico a Paolo Rossi, ma non dipende da noi – dice –. L’idea non è facile considerando la natura giuridica dell’ente che lo gestisce, ma sarebbe un grande gesto. Nel frattempo noi abbiamo avviato un percorso di riconoscenza per Paolo, come memoria storica. Gli abbiamo intitolato la nostra sala del Consiglio federale e mi piacerebbe dedicargli anche il Salaria Sport Village a Roma. Inoltre ci piacerebbe avviare un’accademia di calcio federale intitolata proprio a lui".

La statua in bronzo intitolata semplicemente "Paolo" è stata realizzata dall’artista fiorentina Elisa Morucci. All’inaugurazione erano presenti le istituzioni locali, il figlio Alessandro, il fratello Rossano, la moglie di Rossi Federica Cappelletti, e due ex campioni del mondo di Spagna ‘82: Giancarlo Antognoni e Giovanni Galli. "In questi mesi tantissime persone ci sono sempre state vicino e ci hanno riempito d’affetto – ha raccontato Cappelletti –. E questa inaugurazione così partecipata è solo l’ultima testimonianza dell’affetto che si è riunito intorno alla figura di Paolo". Il mezzobusto poggiato su una base in marmo (è stato utilizzato un blocco di “Verde delle Alpi“) raffigura un Pablito diverso da quello che siamo abituati a conoscere: non sorridente, bensì riflessivo.

"È stata una scelta ben precisa – spiega l’artista Elisa Morucci –. Nell’opera non ho voluto solo raccontare l’eroe dello sport, ma soprattutto quella persona di grande umanità ed enorme gentilezza. Non è il solito Rossi sorridente che tutti ricordiamo, bensì più riflessivo che trasmette valori etici eterni". La statua di Pablito è stata collocata a Santa Lucia, quartiere di Prato dove è nato e cresciuto, e dove c’è un impianto sportivo dedicato al padre Vittorio. E i riconoscimenti della città al suo campione non sembrano ancora essere finiti. "Ci sono tante ipotesi in ballo".