Sono almeno 1.850 all’anno, le aggressioni ad operatori e operatrici sanitarie e sociali. Significa quattro al giorno. Il 71% delle quali diretta verso donne.

Sono drammatici i più recenti numeri a disposizione (risalenti al 2019) sulle aggressioni di personale sanitario e sociale avvenute in Italia.

La punta di un iceberg, probabilmente, considerando che questi dati comprendono solo gli episodi denunciati all’Inail e dunque escludono una bella fetta di ’sommerso’, considerando che, secondo una recente indagine condotta da Anaao Assomed, quattro operatori su 5 non denunciano (il 79,26%). Tornando ai numeri Inail, il 57% delle aggressioni sono state portate da persone esterne all’ambiente di lavoro, il 13% ad opera di colleghi o datori di lavoro, e il 30% da parte di animali. Nel settembre 2020, è stata varata la legge sugli attacchi a personale sanitario voluta dalla ex ministra della Salute, Giulia Grillo (che rimase in carica fino al 2019), che inasprisce le pene con sanzioni fino a 5mila euro e pene fino a 16 anni di reclusione.