4 apr 2022

Putin bombarda Odessa per sfondare a Sud

L’abbandono del teatro di guerra intorno a Kiev consente a Mosca di concentrare gli sforzi

Un giovane nei pressi del deposito di greggio colpito ieri vicino a Odessa
Un giovane nei pressi del deposito di greggio colpito ieri vicino a Odessa
Un giovane nei pressi del deposito di greggio colpito ieri vicino a Odessa

Nel giorno dello sdegno degli occidentali per gli orrori sui civili a Bucha, alle porte di Kiev, le forze armate russe hanno intensificato l’offensiva nel sud dell’Ucraina, con raid su depositi di petrolio a Odessa e sul porto di Mykolaiv, che ha provocato vittime. Il fronte costiero si conferma il più caldo, a partire da Mariupol, dove i combattimenti continuano a ostacolare l’apertura dei corridoi umanitari. Le vie di fuga per i civili sono saltate ancora una volta, anche se i separatisti del Donbass avevano promesso un passaggio sicuro per gli stranieri ancora intrappolati nella città martire. Nel nord, dopo 39 giorni dall’inizio dell’invasione russa, il conflitto sembra cristallizzato, dopo che le forze di difesa hanno annunciato la "liberazione dell’intera regione di Kiev". Nel resto del Paese lo stato maggiore ucraino ha rilevato attacchi "sistematici, ma meno intensi", perché "le unità delle forze di occupazione si stanno raggruppando, probabilmente per continuare le operazioni attive nella direzione di Izium", città chiave nel centro-est del Paese per bloccare i rinforzi degli ucraini verso il Donbass, che i separatisti filo-Mosca faticano a conquistare del tutto. Nella stessa logica l’offensiva si è concentrata sugli "insediamenti del Lugansk come Rubizne", dove è stato colpito un ospedale, provocando un morto e tre feriti, e per "preparare l’attacco a Severodonetsk e ottenere il controllo di Mariupol". La maggiore spinta dei russi sul fronte sud è confermata da nuovi attacchi a Odessa. La perla del Mar Nero finora è stata risparmiata, almeno nel centro urbano, ma Mosca ha annunciato di aver "distrutto con missili di precisione lanciati dal mare una raffineria di petrolio e tre impianti di stoccaggio di carburante nelle vicinanze della città". Non ci sono state vittime, ma i residenti sono scappati nei rifugi dopo le sirene d’allarme, e alcuni hanno raccontato che le finestre delle ...

© Riproduzione riservata

Stai leggendo un articolo Premium.

Sei già abbonato a Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione o Il Telegrafo?

Subito nel tuo abbonamento:

Tutti i contenuti Premium di Quotidiano Nazionale oltre a quelli de Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Il TelegrafoNessuna pubblicità sugli articoli PremiumLa Newsletter settimanale del DirettoreAccesso riservato a eventi esclusivi
Scopri gli altri abbonamenti online e l'edizione digitale.Vai all'offerta

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?