11 mar 2022

Ora Lenin diventa scomodo "Quel busto ricorda Putin"

saverio migliari
Cronaca

di Saverio Migliari

Con l’Ucraina in fiamme e la cultura russa sotto attacco, torna a far parlare di sé il famigerato busto di Lenin di Cavriago. Il bronzo che ritrae il padre del Comunismo sovietico svetta in bella vista in una piazza a lui dedicata negli anni ’70. E ora, con Putin che sconvolge il mondo occidentale, pure la scultura del rivoluzionario fa storcere il naso a qualcuno che ne chiede la rimozione. Polemiche mai sopite in realtà quelle attorno al pezzo di bronzo, tanto che dopo danneggiamenti e vandalismi continui il comune fu costretto a portare l’originale in biblioteca e lasciare in piazza una copia. Ma pochi giorni fa, al primo accenno di damnatio memoriae, si è alzata subito la cortina di ferro. "Il busto di Lenin – ha sbottato la sindaca del Pd Francesca Bedogni – in questo momento rappresenta assolutamente un simbolo di pace. È un elemento che fa parte della storia della nostra comunità. Quel busto non è affatto un sostegno alla politica putiniana, come qualcuno sui social vuole far credere". Corsi e ricorsi della Storia. Che ha in serbo un’altra chicca a ben guardare. Sì, perché non tutti sanno che il busto in bronzo originale fu realizzato esattamente 100 anni fa dagli operai della città ucraina di Vorošilovgrad, che guarda caso oggi si chiama Lugansk ed è una delle due auto-proclamatosi Repubbliche indipendenti, riconosciute da Putin due settimane fa.

Passano i decenni, ma il busto è sempre lì. Arcigno, severissimo con la sua bronzea fronte aggrottata. Sradicarlo ormai è impossibile, perché il simbolo ideologico si è pian piano tramutato in folklore. E così succede pure che nel maggio dell’anno scorso quella piazza, intitolata al rivoluzionario sovietico, venga trovata coperta di scritte ed erbacce. Intollerabile, compagni! Un’associazione dal nome evocativo, Rosso#17, lancia l’adunata generale: "Vendesi busti di Lenin in miniatura, in cambio di donazioni da 10 euro". L’iniziativa prende il volo, finisce sui social, rimbalza di città in città, scalda i cuori sopiti dei nostalgici che resistono in Emilia-Romagna e alla fine gli ordini sono troppi. Serve una seconda infornata di busti. "Non riusciamo a gestire le spedizioni… siamo contrari al delivery e, soprattutto, ci piacerebbe parlare un po’ con voi. Il ritiro può avvenire solo a Cavriago", fanno sapere tramite il Carlino gli organizzatori. Se la montagna non va a Lenin... Ovviamente dal 1970, quando il busto venne donato dall’ambasciata Urss, al 2022, non sono mancate le polemiche. Anche feroci. Ma il bronzo del fautore della ’dittatura proletaria’ resiste a tutto. Pure a Putin e alla sua nuova Armata Rossa.

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