Una veduta di. Fosdinovo, il paese schermato dai cellulari, dove ora è arrivato il segnale
Una veduta di. Fosdinovo, il paese schermato dai cellulari, dove ora è arrivato il segnale
di Davide Costa Suona il telefono in via Roma. Suoneria classica, nessun motivetto strano. Eppure le persone si girano a guardare. Non ci sono abituati a Fosdinovo ai cellulari che suonano per strada. Semplicemente perché, fino a ieri, telefonare era pressoché impossibile: niente segnale, niente chiamate, niente WhatsApp. In tempi di smart working e di filosofia ’always connected’ questo spicchio della provincia di Massa Carrara, bandiera arancione come uno dei borghi più belli d’Italia, ha rappresentato una lunga eccezione. Che adesso è finita. Da qualche giorno il centro storico di Fosdinovo e Pulica, una delle dodici frazioni, sono...

di Davide Costa

Suona il telefono in via Roma. Suoneria classica, nessun motivetto strano. Eppure le persone si girano a guardare. Non ci sono abituati a Fosdinovo ai cellulari che suonano per strada. Semplicemente perché, fino a ieri, telefonare era pressoché impossibile: niente segnale, niente chiamate, niente WhatsApp. In tempi di smart working e di filosofia ’always connected’ questo spicchio della provincia di Massa Carrara, bandiera arancione come uno dei borghi più belli d’Italia, ha rappresentato una lunga eccezione. Che adesso è finita.

Da qualche giorno il centro storico di Fosdinovo e Pulica, una delle dodici frazioni, sono serviti dalla rete di Tim e il segnale raggiunge il comune, la biblioteca, l’ufficio informazioni turistiche, bar e ristoranti del centro storico, il castello Malaspina e numerosi uffici. "Posso parlare al cellulare comodamente seduta nel mio ufficio in comune o nella piazza principale – commenta soddisfatta la prima cittadina Camilla Bianchi –. E il segnale arriva anche al Castello. Per la prima volta sul display vedo quattro tacche".

Un risultato che arriva dopo una battaglia durata due anni, col Comune affiancato da Uncem, Anci e Regione Toscana. "Questo – prosegue la prima cittadina – avrà riflessi positivi per i nostri abitanti, l’economia e il turismo. In un periodo in cui lo smart-working è diventato una necessità, non potevamo permetterci questo isolamento".

A Fosdinovo erano infatti pochissime le zone con una ricezione comunque scarsa, che andava e veniva. In altre era totalmente assente, motivo per cui i residenti di ogni età erano costretti a spostarsi anche alcuni fare chilometri per trovare segnale. Al Castello Malaspina, meta turistica molto apprezzata, le guide davano anche indicazioni suoi luoghi ‘coperti’ per i cellulari mentre la stessa sindaca, a inizio mandato, aveva dovuto trasferire il suo ufficio in uno stanzino del secondo piano, unico posto in tutto il palazzo comunale in cui si riusciva a telefonare, e che doveva ospitare chiunque avesse necessità di segnale, tanto da essere ribattezzato ’la cabina telefonica’. Il Covid sta facendo riflettere larghi strati di popolazione, soprattutto residenti nelle grandi città metropolitane, se non sia il caso di proseguire la propria esistenza trasferendosi nei borghi delle aree interne, magari lavorando a distanza in smart working. Per favorire questo realistico e auspicabile esodo alla rovescia, è assolutamente necessario venga percorsa speditamente la strada che si è aperta con Fosdinovo".

"Ringrazio Tim – ha commentato l’assessore regionale Stefano Ciuoffo – per aver mantenuto l’impegno che si era presa con la comunità e con le Istituzioni. L’augurio è che altri operatori procedano, come avvenuto in altri casi, in questa direzione. La Regione, che si è battuta per ottenere questo risultato, continuerà nel suo impegno in favore di tutti quei comuni, in Toscana sono ancora una cinquantina, che hanno aree non coperte dal segnale telefonico. Tutti i toscani hanno diritto ad essere connessi". Squillano i cellulari a Fosdinovo. Ma c’è già chi è pronto a rimpiangere quella pace digitale che per anni ha accompagnato il paese. Che adesso sarà di sicuro più ’smart’. Ma forse meno ’slow’.