Luigi Di Maio (35 anni), Beppe Grillo (72) e. Roberto Fico (46) a cena a Roma (archivio)
Luigi Di Maio (35 anni), Beppe Grillo (72) e. Roberto Fico (46) a cena a Roma (archivio)
di Elena G. Polidori Una cena durata quasi tre ore "a cercare di calmare Beppe, a farlo ragionare", raccontano dall’entourage del presidente della Camera, Roberto Fico. E la svolta è arrivata, facendo tirare un sospiro di sollievo a tutti gli eletti stellati e, forse, non solo a loro. Così, da ieri mattina, ha preso il via il lavoro del comitato dei "magnifici 7 saggi", voluti proprio da Grillo e chiamati a trovare una mediazione sulle modifiche allo statuto, al codice etico e alla carta dei valori. In tempi brevi ("brevissimi", aveva intimato ieri il fondatore) si cercherà un’intesa che metta tutti d’accordo, a partire dall’ex premier Giuseppe Conte. Tuttavia, non è prevista una deadline: "Il comitato si prenderà il tempo che serve per arrivare...

di Elena G. Polidori

Una cena durata quasi tre ore "a cercare di calmare Beppe, a farlo ragionare", raccontano dall’entourage del presidente della Camera, Roberto Fico. E la svolta è arrivata, facendo tirare un sospiro di sollievo a tutti gli eletti stellati e, forse, non solo a loro. Così, da ieri mattina, ha preso il via il lavoro del comitato dei "magnifici 7 saggi", voluti proprio da Grillo e chiamati a trovare una mediazione sulle modifiche allo statuto, al codice etico e alla carta dei valori.

In tempi brevi ("brevissimi", aveva intimato ieri il fondatore) si cercherà un’intesa che metta tutti d’accordo, a partire dall’ex premier Giuseppe Conte. Tuttavia, non è prevista una deadline: "Il comitato si prenderà il tempo che serve per arrivare a una soluzione, potrebbero volerci tra i 7 e i 10 giorni", spiegava ieri una fonte di primo piano. Già all’inizio della prossima settimana, però, si saprà se esiste un margine per ricucire e arrivare a una sintesi "benedetta" sia da Grillo che da Conte.

In quel caso, il passaggio successivo dovrebbe essere un voto degli iscritti sulle nuove regole. Il percorso è stato approvato anche da Conte: "Ben venga il tentativo di mediazione per evitare rotture e scongiurare una scissione", avrebbe detto ai suoi. L’ex premier, hanno fatto presente le stesse fonti, avrebbe sempre lavorato per trovare una sintesi. Quindi avanti, "se utile a rilanciare il M5s – ha commentato ancora Conte – e a dar vita a un nuovo corso, tenendo fermi però quei principi fondamentali su cui si è già espresso con chiarezza". I suoi, ovviamente.

Il cammino, tuttavia, resta in salita. "È un momento molto delicato – ha ammesso infatti Luigi Di Maio –. Proprio per questo credo che si debba parlare pochissimo e lavorare per una soluzione comune. Io ci credo, non è semplice, ma troveremo una soluzione comune per far ripartire questo progetto il prima possibile". "Credo e spingerò fino alla fine – ha commentato anche Luigi Gallo, presidente di commissione – affinché Conte e Grillo possano arrivare a un accordo. Il miracolo è possibile". Carlo Sibilia, sottosegretario, ha aggiunto che "restando uniti il risultato è assicurato e non può che essere positivo".

Insomma, più che un armistizio, una tregua. E resta da capire una questione tutt’altro che secondaria per rendere possibile un accordo duraturo. E, cioè, come Conte possa riuscire a recuperare il rapporto personale con Grillo, visto che il garante rimarrà lì dov’è. Inoltre, bisognerà capire quali saranno le sue intenzioni, se le modifiche alle carte statutarie su cui ha lavorato per 4 mesi stravolgessero il suo progetto (quello che, secondo l’ex premier, non può restare nel cassetto).

Ai 7 saggi del M5s il compito di trovare l’equilibrio tra le richieste di Grillo sulla sua figura di garante (e sulla sua agibilità politica, soprattutto) e quelle di Conte di rinnovamento, peraltro come gli era stato chiesto a marzo. Al tavolo della villa di Grillo a Bibbona, l’altra notte, davanti a cibo da asporto, Fico e Di Maio hanno fatto presente al fondatore che una scissione – visti i sondaggi e la forte fibrillazione dei gruppi parlamentari – al momento non convenga davvero a nessuno dei due ’contendenti’.

I sondaggi potrebbero punire entrambi, fermo restando che anche i fedelissimi del cosiddetto ’avvocato del popolo’, tra i quali diversi big, nutrono forti dubbi sulla prospettiva di lasciare il Movimento. C’è poi l’inizio del semestre bianco e l’elezione del Capo dello Stato, su cui Grillo vorrebbe mettere bocca. Ma Conte, con il suo statuto, lo avrebbe lasciato fuori da questa partita: anche questo aspetto è tutto da ricucire. La vera partita, dunque, si apre ora, ma ci sarà da capire quante cicatrici rimarranno e quanto peseranno sul futuro – anche immediato, ma soprattutto futuro – del M5s.