Pignola (Potenza), 7 dicembre 2020 - Si chiamava Francesco Marino, per tutti era Franco, anzi Cesco. Aveva 51 anni e un animo generoso. E' morto annegato, nell'acqua e nel fango, in un canale a pochi chilometri da casa, in contrada Pantano a Pignola (Potenza), vittima nella domenica di  disastri che hanno piegato l'Italia.

"Lavorava come collaboratore dell'ufficio tecnico comunale - racconta commosso il sindaco  Gerardo Ferretti -. Aveva il reddito minimo di inserimento, una misura regionale che equivale al reddito di cittadinanza. I compensi? Dipende,  dai 400 agli 800 euro al mese. Ma non è intervenuto perché è stato chiamato. Si è offerto volontario, l'allagamento era vicino a casa. Franco è fatto così, ha un animo molto generoso... Aveva. Era sempre disponibile, conosceva tutti. Si è messo a girare per fare un controllo sul territorio. E' arrivato con la sua macchina, poi ha continuato la perlustrazione  con un tecnico del Comune".

La dinamica è da accertare, il sindaco precisa: "Non ero presente, sono in quarantena a casa. Da quello che ho capito, Franco è scivolato in una strada allagata ed è finito nel canale". C'era acqua ovunque. I carabinieri di Potenza aggiungono che è stato anche difficile recuperare il corpo. Ci hanno pensato i vigili del fuoco, intervenuti con fuoristrada e autobotte.  "Franco lo conoscevo benissimo - aggiunge il sindaco-. Qualche giorno fa aveva recuperato un rapace". Sull'account Facebook il post di quell'evento confeziona un ritratto perfetto. "È passato circa un mese - scrive il sindaco - da quando una persona gentile contattò il Comune per segnalare la presenza di un nibbio ferito. Ci è stato consigliato di trasportarlo (in una semplice scatola traforata) al centro recupero di Gallipoli Cognato, dove è stato curato".

Il nibbio guarito

Continua: "Tutti i giorni, il nostro Franco si è sentito con gli operatori del centro recupero animali selvatici. Oggi, è andato a recuperarlo per farlo volare libero nel cielo di Pignola. L'ha liberato lui, Franco, e l'ha salutato con un 'ciao amico'. Quando si vuol bene alla natura!".  Poi posta la foto della vittima, il volto nascosto mentre ripone nel bagagliaio la scatola con il nibbio guarito. Qualcuno scrive: "Vola alto, Franco!".