Roma, 23 ottobre 2021 - "Ditemi voi quanto è un serio un processo dove verrà da Hollywood a testimoniare sulla mia cattiveria Richard Gere. Spero che duri il meno possibile perché ci sono cose più importanti di cui occuparsi". Così Matteo Salvini, a Palermo per il caso Open Arms, il processo che lo vede imputato con l'accusa di sequestro di persona per aver impedito, nel 2019, alla nave della Ong di attraccare con 147 migranti soccorsi in mare. Questa mattina si è aperta nell'aula bunker del carcere palermitano di Pagliarelli l'udienza, dedicata all'ammissione delle liste testi di accusa e difesa e alle produzioni documentali, svolta davanti ai giudici della seconda sezione del tribunale. La Procura ha chiesto l'interrogatorio dello stesso Salvini e ha presentato una lista di 26 testimoni: non solo ministri ed ex ministri, tra i quali l'ex premier Giuseppe Conte e il ministro dell'Interno Luciama Larmorgese, ma anche l'attore Richard Gere, che era stato a bordo della nave il 9 agosto 2019. 

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All'uscita dall'aula bunker del Pagliarelli, il senatore Salvini ha commentato: "Mi spiace solo per due cose: per il tempo che tolgo ai miei figli - ha aggiunto - e per i soldi che gli italiani spendono per questo processo politico organizzato dalla sinistra in un anno in cui gli sbarchi raddoppiano nonostante il Covid. Difendere i confini, la sicurezza l'onore di un Paese è un dovere, andare a processo perche' ho fatto il mio dovere è surreale". 

Tra gli altri teste, l'ex vice premier Luigi Di Maio e gli ex ministri ai Trasporti Danilo Toninelli e alla Difesa, Elisabetta Trenta. Citati anche l'ex direttore dell'Aise e l'ex premier maltese Muscat. Il processo è stato rinviato al 17 dicembre per l'esame dei primi tre testimoni della Procura.

Il caso Open Arms

Il caso Open Arms risale all'agosto 2019, quando l'imbarcazione dell'Ong spagnola Open Arms rimase bloccata in mare per 19 giorni. Il 20 agosto poi, dopo il sequestro del natante da parte della procura di Agrigento, venne ordinato lo sbarco di un centinaio di migranti che si trovavano in "condizioni estreme". Da qui le accuse di sequestro e rifiuti di atti d'ufficio formulate dal tribunale dei ministri di Palermo e ribadite dalla procura, che ne ha chiesto il rinvio a giudizio. Si tratta del secondo processo per sequestro di persona che vede sul banco degli accusati Matteo Salvini dopo quello legato al caso della nave Gregoretti e dei 131 migranti bloccati al largo di Augusta, che furono poi fatti scendere il 31 luglio 2019.

Perché Richard Gere è ammesso come teste

Richard Gere su Open Arms

Come detto, anche l'attore statunitense Richard Gere deporrà al processo Open Arms, secondo quanto deciso dal presidente della II sezione penale, Roberto Murgia. La difesa ha citato l'attore americano ribadendo che "Gere è stato a bordo della nave il 9 agosto 2019 e ci può riferire quali fossero le situazioni complessive a bordo".Si è opposta la procura, con Francesco Lo Voi che ha sottolineato il rischio di spettacolarizzazione dell'udienza: "Ricordo che un teste deve essere ammesso e sentito per fornire un contributo utile - ha dichiarato -. Al di là della spettacolarizzazione data dalla presenza di una star internazionale, che non interessa questa Procura, ci sono ben altri e ben più qualificati testi che possano riferire sulle condizioni complessive dell'imbarcazione, sullo stato dei naufraghi e del personale di bordo". Quindi, ha concluso, "al di là degli aspetti solidaristici che apprezziamo, non ci pare che la testimonianza di Richard Gere possa apportare un contributo decisivo". Ma il giudice ha deciso altrimenti, ritenendo che il celebre attore possa dare un contributo nella ricostruzione dei fatti.

Gli altri teste

La procura per quell'udienza citerà in totale sette teste. Si tratta di: Giovanni Minardi, dirigente della Squadra Mobile di Agrigento, Giovanni Franco, in servizio alla Mobile di Agrigento; Sergio Liardo, Capo del terzo Reparto "Piani e Operazioni" ed Imrcc del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto; Edoardo Anedda, comandante delle Sezioni Unità Navale e Operativa della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Palermo; Leandro Tringali, Comandante dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Lampedusa; Nunzio Martello, Capo del Reparto Personale del Comando Genera/e delle Capitanerie di Porto. La Procura della Repubblica ha anche chiesto che le prossime udienze si possano celebrare nell'aula bunker del carcere Ucciardone, più comoda, capiente e agevole da raggiungere.

Salvini: "Pentirmi? Assolutamente no"

Matteo Salvini incontra i giornalisti davanti l'aula bunker

"Pentirmi? Assolutamente no perchè ho fatto il mio dovere. Una nave spagnola che rifiuta di andare in Spagna compie un abuso, mi sembra semplice. Io allora facevo il ministro in Italia, conto di tornare a fare il ministro in Italia e quindi le navi spagnole vanno in Spagna sopratutto se la Spagna offre non uno o due porti. O è capriccioso o ha altre intenzioni questo signore". Lo ha detto Matteo Salvini, parlando con i giornalisti, dopo l'udienza a Palermo sul caso Open Arms. Era presente anche il fondatore della ong spagnola Oscar Camps. "Non ho parlato con lui: non prendo lezioni da comandanti delle navi che si sentono al di sopra della legge. Ci sono sicuramente dei motivi economici - ha proseguito Salvini - ci sono diverse inchieste in Italia, sui soldi che le ong guadagnano con questa loro attività. E quindi non vorrei che al di là dell'umanità ci fosse dietro un interesse economico in questo traffico di esser umani perchè alcune sentenze in Italia, seppur in primo grado, hanno già condannato qualcuno per aver rubato grazie all'immigrazione clandestina".

Bongiorno: "Linea condivisa dal governo"

"Il processo di Catania è un processo matrioska perché il giudice ha analizzato una serie di eventi, tantissimi sbarchi, e tra questi anche Open Arms con un grado di approfondimento non da udienza preliminare perché ha sentito tantissimi testi e ha poi motivato la sentenza anche precisando che ad esempio per Open Arms non c'era competenza italiana sulla base di una rigorosissima analisi di documenti". Lo ha detto l'avvocata Giulia Bongiorno, legale del leader della Lega Matteo Salvini. "Tra tutti i documenti di cui oggi avete sentito - ha proseguito -, secondo me c'è un documento che è il cuore del processo, che è questa analisi approfondita fatta da un giudice che ha emesso una sentenza ricordo a tutti definitiva". All'uscita dall'aula bunker del Pagliarelli a Palermo, Bongiorno ha sottolineato che "non c'era quindi competenza italiana e questo significa che una nave che batte bandiera olandese e che ha la possibilità di andare in una serie di porti, a partire da Malta, è una nave rispetto alla quale il Pos (Place of safety) non doveva essere dato dall'Italia. E se non c'era un obbligo di Pos da parte dell'Italia non ci poteva essere nessun tipo di reato".

Per quanto riguarda, invece, il sequestro di persona, la legale ha detto che il reato è previsto "nel caso in cui la vittima è costretta a stare in un posto". "In questo caso, questa nave aveva la possibilità di andare in Spagna, a Malta, in Tunisia, ovunque - ha spiegato -. Non era costretta a stare in Italia, mancano quindi i presupposti del sequestro. Se un signore in una stanza con cinque porte aperte vuole sfondare l'unica chiusa non è sequestro di persona". Poi, parlando della linea politica dell'epoca, ha detto: "A partire dal contratto di governo ci fu una condivisione, un vero e proprio consenso da parte di tutti i ministri e in particolare del premier al fine di cambiare la linea politica. Noi questo non lo nascondiamo, anzi lo rivendichiamo". E la nuova linea ha spiegato, "visto che prima di tutto c'è una esigenza di salute ma contemporaneamente dobbiamo chiedere aiuto anche all'Europa", si basava sul fatto che "prima si fanno gli accordi di redistribuzione e poi i migranti possono sbarcare". "Tutto questo significa che anche con il governo Conte II il ministro Lamorgese ha seguito la stessa procedura: prima gli accordi, poi si sbarca. Quindi non c'è nessun ritardo nello sbarco, c'è stato il tempo necessario per stabilire di chi era la competenza e dove dovevano sbarcare".