Palermo, 9 gennaio 2021 - Primo atto del processo del processo Open Arms che vede coinvolto il segretario della Lega, Matteo Salvini. Al carcere dell'Ucciardone di Palermo si è svolta una parte dell'udienza preliminare, poi rinviata. L'ex ministro dell'Interno è accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti d'ufficio. Salvini si è presentato all'aula bunker accompagnato dall'avvocato Giulia Bongiorno. Secondo la procura diretta da Francesco Lo Voi, il divieto di far sbarcare a Lampedusa i 107 migranti salvati dalla ong, nell'agosto 2019, fu un atto illecito. Oggi il gup Lorenzo Jannelli ha ammesso tutte le parti civili che si sono costituite e disposto la traduzione (dallo spagnolo e dall'inglese) di alcuni documenti di bordo sulla nave Open Arms come chiesto dalla difesa del senatore della Lega. Le prossime date dell'udienza sono fissate per il 14 gennaio, data in cui verà conferito l'incarico al perito per la traduzione, e il 20 marzo.

image

Salvini: "Ho agito con il governo"

A margine dell'udienza, Salvini ha detto di non aver "agito da solo ma insieme al Governo". "La cosa curiosa leggendo gli atti della procura e' che due dei presunti sequestrati sono tuttora in carcere. Adesso stiamo cercando di capire per quale reato", ha detto ancora il leader della Lega rispondendo ai cronisti.

Ammesse tutte le parti civili

Come detto, il gup Lorenzo Jannelli ha ammesso tutte le parti civili che si sono costituite all'udienza preliminare. In totale sono 18: 7 migranti, tra cui un minore, e undici tra associazioni. Si tratta di Legambiente, Arci, Ciss, Associazione studi giuridici, Giuristi democratici, Cittadinanza attiva, Open Arms, Mediterranea, AccoglieRete, Oscar Camps e il capitano della nave. La Procura di Palermo ha anche chiesto al gup di rettificare sul capo di imputazione il numero dei migranti sequestrati. Da 107 a 147.

Il gup ha anche ammesso  la produzione documentale richiesta dalla difesa di Matteo Salvini: tra queste ci sarebbero anche diverse mail scambiate con il premier Conte per supportare la tesi difensiva, appunto, secondo cui le azioni sarebbero state condivise e frutto di una azione collegiale. Tra gli atti ammessi anche la deposizione dell'ex ministro Danilo Toninelli, resa a Catania nell'ambito del procedimento 'Gregoretti'. La procura di Palermo non si è opposta alle richieste probatorie ma si è riservata, dopo aver esaminato la documentazione, di chiederne l'esclusione dal procedimento. 

L'atto di accusa a Salvini

"Imputato per avere, nella sua qualità di ministro dell'Interno pro-tempore, abusando dei suoi poteri, privato della libertà personale 107 migranti di varie nazionalità giunti in prossimità delle coste di Lampedusa nella notte tra il 14 e il 15 agosto 2019". E' questo l'atto di accusa della Procura di Palermo al senatore Salvini. In due pagine si legge l'accusa che il procuratore Francesco Lo Voi, l'aggiunto Marzia Sabella e il pm Geri Ferrara, nei confronti del leader della Lega. 

La memoria difensiva 

Perché il comandante di Open Arms, Marc Reig Creus, nel luglio 2019 accusato dalla procura di Repubblica di Ragusa di violenza privata e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, ha preferito restare in mezzo al Mediterraneo per settimane anziché accettare l'aiuto di Malta e soprattutto della sua Spagna? E' questo uno dei dubbi che vengono sollevati dalla memoria difensiva di Salvini, mentre il leader della Lega è nell'Aula bunker di Palermo per la sua deposizione. Secondo la difesa di Salvini, guidata da Giulia Bongiorno, sono tanti gli interrogativi che potrebbero essere sciolti nel processo sul caso Open Arms e che vede imputato l'allora ministro dell'Interno.

"Il divieto di approdo della nave dell'ong Open Arms non fu una decisione individuale di Salvini, ma dell'intero esecutivo". È la tesi ribadita davanti al gup dall'avvocato Bongiorno. Dopo la costituzione delle parti civili il legale ha chiesto di poter produrre agli atti dell'udienza preliminare le dichiarazioni rese al gup di Catania dall'ex ministro delle Infrastrutture Toninelli nel procedimento in cui Salvini è imputato di sequestro di persona per una vicenda analoga. La penalista ha anche chiesto di depositare una serie di email della Open Arms di cui ha chiesto la traduzione.

Il comandante della nave ong è incensurato

Ma se la difesa sostiene che il comandante Marc Reig Creus fosse indagato all'epoca dei fatti, diversa sembra essere quanto emerge dalle carte presentate dalla pubblica accusa. Tra gli atti depositati oggi c'è infatti anche il certificato dei carichi pendenti del capitano della Open Arms, aggiornato all'8 gennaio 2021. Da quanto si apprende il certificato dà atto del fatto che il comandante risulta incensurato.

Il caso Open Arms

Il caso Open Arms risale all'agosto 2019, quando l'imbarcazione dell'Ong spagnola Open Arms rimase bloccata in mare per 19 giorni. Il 20 agosto poi, dopo il sequestro del natante da parte della procura di Agrigento, venne ordinato lo sbarco di un centinaio di migranti che si trovavano in "condizioni estreme". Da qui le accuse di sequestro e rifiuti di atti d'ufficio formulate dal tribunale dei ministri di Palermo e ribadite dalla procura, che ne ha chiesto il rinvio a giudizio. Si tratta del secondo processo per sequestro di persona che vede sul banco degli accusati Matteo Salvini dopo quello in corso a Catania, ancora in fase preliminare, legato al caso della nave Gregoretti e dei 131 migranti bloccati al largo di Augusta, che furono poi fatti scendere il 31 luglio 2019.

"Centocinquantuno persone, 21 giorni di attesa, 40 persone evacuate per fragilità fisiche e psichiche. Un rapporto dettagliato di emergency_ong su condizioni psicologiche a bordo. Qualcuno deve rispondere di tutto questo, ci auguriamo che sia fatta giustizia. #Palermo". Coì, su twitter, l'Ong spagnola Open Arms, mentre è in corso, nell'aula bunker di Palermo, l'udienza preliminare.