Roma, 3 maggio 2017 - "Nelle Ong non sono tutti filantropi". Non fa retromarcia il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro in materia di migranti e sbarchi. Se il collega di Siracusa Francesco Paolo Giordano smentisce l'esistenza di legami tra organizzazioni governative e tratta di esseri umani ("a noi non risulta"), lui tira dritto e di fronte alla Commissione Difesa del Senato ribadisce: sarebbe "molto utile individuare le fonti di finanziamento delle Ong di più recente nascita", perché "il fine di solidarietà è tra i più nobili tra quelli perseguiti dall'uomo e tanto più è vasta tanto più è nobile ma in questo caso vi sono interessi in gioco non solo di chi viene salvato". Poi va oltre con un giudizio politico: "Il nostro Paese non è in grado di ospitare tutti i migranti, compresi quelli economici".

Sul caso il Comitato di presidenza del Csm comunicherà domani la propria valutazione. A quanto si apprende, si va verso un'istruttoria, anche con audizioni e acquisizioni di atti e documenti, per approfondire le parole sui rapporti fra ong e trafficanti di migranti. Ma il Csm non aprirà una pratica per valutare se esistano o meno i presupposti per un trasferimento per incompatibilità ex art.2. La richiesta di una pratica a tutela avanzata dal consigliere laico Gianettin sarà inviata alla prima commissione. 

Dalle pagine della Stampa giorni fa Zuccaro aveva reso pubblici i sospetti della procura catanese circa i contatti fra alcune organizzazioni non governative con i 'tassisti di morte' del Mediterraneo. Dichiarazioni poi rilanciate e cavalcate da Luigi Di Maio, criticate dalla Cei e dalle stesse Ong, con la politica schierata da una e dall'altra parte. Un polverone mediatico che ha destato l'attenzione anche del Csm

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Zuccaro ha anche confermato che le inchieste sul traffico di esseri umani "stanno subendo un impasse", per questo "richiedo strumenti essenziali per poter meglio lavorare e riprendere quelle azioni investigative che stavano producendo effetti. Uno strumento interessante potrebbe essere le intercettazioni satellitari". Secondo il magistrato, infatti, "gli scafisti ricevono indicazione di gettare gli apparecchi telefonici in mare se ci sono militari durante il soccorso, mentre se sopraggiungono imbarcazioni private i cellulari vengono trovati sul natante". Proprio da alcune intercettazioni sarebbe scaturita l'indagine coordinata dal procuratore, il quale comunque afferma di non avere in mano elementi utilizzabili processualmente. A scanso di ulteriori equivoci, il procuratore ribadisce che tali sospetti non riguardano organizzazioni del calibro di "Save the Children e Medici senza Frontiere" che "non devono dimostrare niente a nessuno".