Marco Vannini (Ansa/Facebook)
Marco Vannini (Ansa/Facebook)

 Roma, 3 maggio 2021 - La sentenza è stata accolta con un applauso in aula e urla di gioia: per l'omicidio di Marco Vannini ora sono definitive le condanne della famiglia Ciontoli: 14 anni per Antonio Ciontoli, e 9 anni e 4 mesi per la moglie Maria Pezzillo e i figli Martina (fidanzata di Marco) e Federico. Il giovane morì nella loro casa di Ladispoli nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2015. La quinta sezione penale della Cassazione ha confermato la sentenza d'appello bis, del 30 settembre scorso,  Ciontoli è stato condannato per omicidio con dolo eventuale e il resto della famiglia per  "concorso semplice attenuato dal minimo ruolo e apporto causale". In appello la sentenza per i familiari parlava di "concorso anomalo", ma con questa modifica nulla cambia ai fini delle pene, che restano le stesse inflitte nell'appello bis nel settembre scorso. Dopo la sentenza l'avvocato Gian Domenico Caiazza, uno dei difensori, ha comunicato che stasera la famiglia Ciontoli si costituirà in carcere

La ricostruzione: lo sparo e la telefonata 40 minuti dopo

La commozione di mamma Marina

Alla lettura della sentenze della quinta sezione della Cassazione, la piccola folla di parenti e conoscenti assiepata fuori dall'aula è scoppiata in un applauso. Il rigetto dei ricorsi degli imputati è stato accolto da urla di gioia. Marina Conte, la mamma di Marco, ha lottato per anni per avere giustizia. Oggi era visibilmente commossa: "Finalmente Marco può riposare in pace -  dice - Domani mattina andrò a portargli i fiori sulla sua tomba e gli dirò che ho mantenuto la promessa che gli avevo fatto". E spiega: "Ci siamo battuti per 6 anni, la paura c'è sempre ma ci abbiamo creduto fino alla fine. Ora giustizia è fatta". Poi mamma Marina confida: "Una settimana fa ho sognato Marco, era bello, stava al mare e mi diceva 'Mamma andrà tutto come deve andare stai tranquilla'. Questa cosa si è avverata. Marco oggi era in quest'aula di Tribunale e ha riacquistato la sua dignità". E sulla famiglia Ciontoli dichiara:  "Loro potevano dire la verità, tante cose sarebbero andate in modo diverso. Non sono stata io, mio marito o la mia famiglia ad avere creato pressioni, è stata la loro condotta a creare rabbia in tutti gli italiani perbene". Comunque, prosegue, "non c'è nessun vincitore: io e mio marito non abbiamo vinto perché Marco non ce l'abbiamo più, loro dovranno scontare la pena per avere mancato di responsabilità perché se fossero stati responsabili Marco sarebbe qui". 

 Il papà di Marco, Valerio Vannini, aggiunge: "Sono contento che finalmente è stata fatta giustizia per Marco. Gli avevamo promesso un mazzo di fiori se fosse stata fatta giustizia e domani è la prima cosa che farò".

I cartelli in piazza

Amici e conoscenti di Marco Vannini hanno atteso in piazza Cavour, davanti alla sede della Cassazione, la lettura della sentenza. I cartelli che hanno esposto stamattina, e che chiedevano "Giustizia per Marco" sono stati corretti in "Giustizia è fatta". I genitori di Marco, Valerio e Marina, sono stati accolti dagli applausi. 

Presente anche il sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci: "Sei anni, diversi gradi di giudizio, colpi di scena ma oggi possiamo dire che per Marco Vannini giustizia è fatta". E aggiunge: "In questi anni come comunità non ci siamo dati pace alla ricerca non del colpevole ma di una giustizia per una tragedia che ha segnato l'Italia intera, proprio per la maniera in cui si è consumata. Da uomo delle Istituzioni oggi per me questa sentenza conferma che la giustizia puó e deve sempre trionfare. Resterà per sempre il dolore e la nostra vicinanza alla famiglia di Marco che in questi anni, con una dignità straordinaria hanno atteso con rispetto tutto l'iter giudiziario".

La difesa di Ciontoli: sentenza errata

"Sono attonito: non riesco a comprendere come sia possibile aver confermato una sentenza così errata, in particolare per quanto riguarda i familiari di Antonio Ciontoli", ha dichiarato l'avvocato Gian Domenico Caiazza, dopo le condanne rese definitive dalla Cassazione.