Lodi, ragazza romena strangolata, arrestato Andrea Pizzocolo (Cavalleri)
Lodi, ragazza romena strangolata, arrestato Andrea Pizzocolo (Cavalleri)

Lodi, 11 gennaio 2015 - «Ha fatto tutto con razionalità. Pizzocolo, al di là di quello che diranno i periti, era perfettamente capace di intendere e di volere». A dirlo è Tiziana Bertoli, l’avvocato della mamma di Lavinia Simona Aiolaiei, la escort strangolata con due fascette da elettricista in un motel a Olgiate Olona. Dovrà rispondere dell’omicidio Andrea Pizzocolo, il ragioniere di 42 anni arrestato il 7 settembre del 2013 dalla squadra mobile di Lodi con l’accusa di aver ucciso la giovane, da poco diciottenne, abbandonato il cadavere in un campo di San Martino in Strada dopo averne abusato più volte anche dopo la morte. Per lui i giudici della Corte d’Assiste di Busto Arsizio hanno disposto la perizia psichiatrica. «Ha preparato le telecamere, nascosto le fascette, ha fatto tutto con razionalità – prosegue Bertoli del Foro di Lodi –. Poi si è vestito, ha pagato il conto, ha comprato e mangiato un panino. Pizzocolo era completamente cosciente anche dopo l’omicidio, anche prima del vilipendio del cadavere, quando rimonta le telecamere e riprendere tutto l’orrore. Ci aspettiamo una sentenza severa, che serva d’esempio a tutti gli altri casi di femminicidio in Italia».

Accolta dai giudici di Busto anche la richiesta formulata dalla stessa Bertoli circa la trascrizione delle intercettazioni dei colloqui avvenuti in carcere subito dopo l’arresto tra Pizzocolo, sua madre e la compagna. «Sono convinta che potranno servire a stabilire le reale condizioni dell’imputato», sottolinea Bertoli. La perizia è stata affidata allo psichiatra varesino Nicola Poloni, chiamato a consegnare entro 60 giorni la sua relazione riguardo a tutti i capi d’imputazione, compresa la rapina a un’altra prostituta, avvenuta a Lodi, e a valutare anche la pericolosità sociale. Il ragioniere di Arese sostiene di non ricordare più come è morta la giovane e si dice sorpreso di quanto visto nel filmato che avrebbe lui stesso girato durante il delitto. «Se fosse riconosciuta l’incapacità mentale di Pizzocolo ci troveremmo davanti ad una brutta svolta per il processo – aggiunge l’avvocato –, la madre di Lavinia resterebbe senza alcun risarcimento, questo dopo aver perso una figlia così giovane e in un modo così brutale, ma sarebbe anche danno molto rilevante per tutta la società civile: vorrebbe dire che tutti ipoteticamente possono ammazzare qualcuno e poi rendersi incapaci». Un Natale molto triste quello appena trascorso per la mamma di Lavinia. «Lei sapeva renderlo molto allegro per tutti, per noi era un momento molto felice che non ternerà mai più», ha confidato la donna all’avvocato prima di entrare in aula giovedì. «Testimoniare per lei è stata molto dura», conclude Bertoli.

monica.guerci@ilgiorno.net