Elisa Pomarelli
Elisa Pomarelli

Piacenza, 10 settembre 2019 - Gli ultimi istanti di vita di Elisa Pomarelli, la 28enne uccisa a Piacenza, sarebbero contenuti in un video. Filmato dalla telecamera di sorveglianza di una ditta a pochi metri dall’abitazione di Massimo Sebastiani. Dalle immagini il delitto nel pollaio si può intuire. L’operaio accusato di omicidio ha discusso furiosamente con la ragazza. A quel punto le avrebbe messo le mani al collo, strozzandola, modalità che spiega l’assenza di tracce ematiche sia sul luogo del ritrovamento del cadavere che nel bagagliaio dell’auto dell’uomo. La ditta è proprio quella dove Sebastiani lavorava. Il ritrovamento delle immagini ha spinto a suo tempo gli inquirenti a cambiare il capo d’imputazione di Sebastiani da sequestro di persona a omicidio. Ed è il motivo che ha poi indirizzato la procura a ritenere verosimile l’ipotesi del delitto consumato nel pollaio.

La difesa di Sebastiani chiederà la perizia psichiatrica
 
Nella ricostruzione dei fatti, sarebbe andata più o meno così: Massimo ed Elisa escono a pranzo domenica 25 agosto. La ragazza propone di portare ai propri genitori e alla sorella Francesca alcune uova che il 45enne si era offerto di regalarle. Terminato il pranzo, i due però litigano: "Basta, meglio non vedersi più", dice Elisa a Sebastiani. Lui la aggredisce e la uccide. Quelle immagini immortalerebbero non solo il tornitore ed Elisa entrare nel pollaio, ma anche l’operaio portare fuori il cadavere della ragazza. Dal video si vedrebbero due persone entrare nel piccolo casolare di legno e poi un’altra uscire con un peso sulla spalla. A riprendere la scena non è la telecamera che punta sulla strada, ma una di quelle poste sull’angolo del tetto dell’azienda che sembra essere indirizzata verso il retro della proprietà dell’operaio. Gli investigatori nelle ore successive alla scomparsa hanno acquisito tutti i video, il Ris ha eseguito contestualmente rilievi tecnici e scientifici. Dietro il pollaio sono state anche trovate tracce di bruciatura. Tutto questo mentre restano da chiarire numerosi punti interrogativi. Innanzitutto: perché Silvio Perazzi, l’uomo arrestato per favoreggiamento personale e amico di Sebastiani, ha deciso di aiutare e coprire la fuga del 45enne, mettendogli a disposizione per giorni una mansarda della sua abitazione a Costa di Sariano? L’anziano padre dell’ex convivente dell’operaio sapeva di un cadavere a pochi metri dal suo podere? Di certo, emerge una novità: una lettera a mano che Sebastiani avrebbe indirizzato allo stesso Perazzi, scritta su alcuni fogli di carta messi nella cassetta delle lettere dell’amico a Costa di Sariano tra martedì e mercoledì scorsi. Quando Perazzi l’ha trovata avrebbe chiamato i carabinieri.
 
I militari, che già avevano capito che il 45enne poteva trovarsi in quelle zone, hanno poi scoperto che l’operaio aveva dormito nella mansarda dell’ex suocero, negli ultimi giorni. Nella lettera avrebbe anche scritto di essere stanco e affamato ma di non aver ucciso Elisa. I fogli corrisponderebbero a un’agenda trovata in casa di Perazzi poi arrestato per favoreggiamento: come e fino a che punto può allora aver aiutato Sebastiani?