Chiara Alessandri, accusata dell'omicidio di Stefania Crotti (Ansa/Facebook)
Chiara Alessandri, accusata dell'omicidio di Stefania Crotti (Ansa/Facebook)

Gorlago (Bergamo), 22 gennaio 2019 - Continua a negare di aver bruciato il corpo di Stefania. Ammette di averla uccisa, ma non di averle dato fuoco. Ma in un’auto di famiglia, una Lancia Y, i carabinieri hanno trovato una tanica da dieci litri con all’interno ancora del liquido. Un elemento che potrebbe aggravare la posizione di Chiara Alessandri, la 44anne di Gorlago, ex amante del marito della vittima, in carcere da sabato a Brescia, a Verziano, per lomicidio di Stefania Crotti, 42anni, mamma di Martina, bambina di sette anni.

Stefania Crotti (Facebook/Ansa)Difesa dall’avvocato Gianfranco Ceci, questa mattina comparirà davanti al giudice delle indagini preliminari e potrà chiarire la sua versione dei fatti. La procura le contesta anche la premeditazione del delitto, giustificato da una serie di elementi che farebbero emergere la volontà di uccidere pianificata addirittura con sopralluoghi a Erbusco, effettuati nelle ore precedenti il delitto. Mentre un’ora e mezza prima agli Spedali civili di Brescia inizierà l’autopsia sul corpo carbonizzato della vittima. In campo anche l’esperta dell’istituto Labanof di Milano, Cristina Cattaneo. La difesa ha nominato come perito Andrea Verzelletti. Esame determinante per capire quanti colpi ha ricevuto e quali sono stati quelli mortali.

Dai primi accertamenti sembra che la Alessandri abbia colpito la vittima con quattro colpi di martello, lo stesso che poi è stato ritrovato assieme a una pinza sotto il corpo bruciato. «C’è stata una colluttazione tra di noi», ha spiegato l’assassina, che ha dei lividi, alle braccia e segni sulle mani. «Dovremo capire chi per primo ha impugnato il martello – ha precisato il suo avvocato, Gianfranco Ceci. Non è ancora chiaro quale sia l’elemento che in quel garage ha fatto precipitare la situazione».

Chiara voleva solo un chiarimento, ha organizzato una festa a sorpresa segreta affinché tra Stefania e suo marito Stefano Del Bello, 44 anni, tornasse il sereno. Per la messinscena, l’arrestata si è servita di un amico, tal Angelo, di Seriate, di 54 anni, piccolo imprenditore. Assieme vanno a vedere dove lavorava la vittima, con un furgone, un Opel Vivaro. Poi Chiara «è tornata presso la sua abitazione in via San Rocco provando anche le dimensioni del furgone al fine di verificare la compatibilità con il corsello del box visibilmente basso per vedere se era compatibile con la discesa del garage dove abita».

Spostamenti provati anche dai tabulati. Un piano diabolico. Poi allo stesso amico, che aveva accompagnato Stefania bendata per la festa (giovedì alle 15.45) l’assassina ha inviato un messaggio vocale Watsapp di cinque minuti di istruzione: «La festa per Stefania è andata bene». Sono le parole pronunciate nell’sms in voce finito agli atti dell’inchiesta del sostituto procuratore di Brescia, Teodoro Catananti. Lo stesso Angelo, venerdì, quando ha saputo che il corpo carbonizzato era quello della donna che aveva trasportato sul suo furgone, ha avuto un sussulto e a mezzanotte dietro consiglio di un suo amico avvocato si è presentato dai carabinieri.

Il giorno dopo l’omicidio, venerdì nel tardo pomeriggio, Alessandri è andata all’autolavaggio, un benzinaio vicino a casa, per far pulire la sua Mercedes classe B con cui aveva trasportato il corpo della vittima. L’addetto, Imran, un giovane pakistano che da anni vive a Trescore Balneario, ha raccontato di aver trovato all’interno della vettura solo tanta polvere. «Era molto sporca, ma non ho visto tracce di sangue». Il cellulare la tradisce sulla via per Brescia. Alle 18.38 aggancia la cella di Rovato per spegnersi alle 18.57, ora presunta del rogo. Stesso percorso del telefono della vittima, che si spegne alle 19.38 a Gorlago.