Bolzano, 9 marzo 2021 - L'altra figlia della coppia di Bolzano, Peter Neumair e Laura Perselli, non crede in un pentimento del fratello, sentimento che lo avrebbe spinto a confessare il duplice omicidio dei genitori. Madé Neumair, in una lettera inviata ai media dal suo avvocato Carl Bertacchi, respinge le motivazioni "di negazione e di rimozione" sostenute dal legale del fratello per spiegare il lungo silenzio dell'accusato fin ad oggi. Anzi lo accusa di essere arrivato a non poter più negare l'atroce omicidio.

Benno crolla: "Ho strangolato i miei genitori"

"Non credo ad un sentimento di pentimento da parte di Benno e ci vuole ben poco a capire che la sua confessione, resa immediatamente dopo il ritrovamento del corpo senza vita di una delle sue due vittime, che presentava ovvi segni di violenza, fosse a quel punto un passo dovuto al quadro indiziario a suo carico e non 'l'effetto di una dissoluzione, o schianto, di tutte le difese di negazione e di rimozione, attuate nella settimane successive al fatti'". scrive Madé Neumair.

Madè fin dai primi giorni aveva sospettato il fratello, che inoltre le aveva mentito il giorno dopo la scomparsa dei genitori: Benno le aveva detto di non essere in casa e di non poter controllare perchè mamma e papà non le rispondevano al telefono, invece un'amica e vicina, inviata da Madé dopo aver riattaccato il cellulare, lo aveva trovato proprio al civico 22 in Castel Roncolo, dove i Neumair risiedevano con il figlio.

La sorella di Benno temeva anche per la sua vita, anche se risiede in Germania, e sapeva e sentiva la verità: "La notizia della confessione di Benno mi ha raggiunta attraverso la stampa. Non è un traguardo. In questo momento per me rappresenta semplicemente un'ulteriore svolta che forse faciliterà il nostro percorso in quello che fino a ieri vedevo dinanzi a me come un processo puramente indiziario", scrive la figlia di Peter e Laura. 

Madé ricorda i giorni in cui i suoi genitori erano scomparsi, le sue paure: "L'indicibile fatto che Benno Neumair abbia ucciso a sangue freddo la mia mamma e il mio papà la sera del 4 gennaio, per me è stato violentemente e dolorosamente evidente fin dal primo pomeriggio del 6 gennaio, come sanno gli inquirenti e le persone a me più care. Pensando alle prime settimane seguenti all'accaduto, stento a credere come io sia riuscita a mantenere la calma e la concentrazione nel trambusto e nel dolore più annientante, vivendo nella paura che la verità non venisse mal alla luce". 

Afferma di sentire i genitori "vicinissimi ogni giorno, mi hanno dato la forza di alzarmi ogni volta la mattina, mi stanno continuando a dare tutto quello che mi hanno sempre dato nel modo più puro". 

E accusa il fratello, freddo e sospetto nelle interviste: "Ho vissuto quei primi giorni con le immagini in televisione di un Benno a braccia larghe che si appoggiava alla balaustra della terrazza del miei genitori scrutando arrogantemente in basso verso i giornalisti e i carabinieri, poco dopo lamentandosi con me al telefono su quanto fosse nauseato irritato da tutte le 'strane domande', sentendo nelle varie interviste la sua voce gelida fabbricare spontanee teorie depistanti e palesi menzogne". 

Infine la dolorosa conferma, per cui ringrazia chi in questo periodo non si è arreso e ha cercato la verità fino in fondo all'Adige: "Il 4 gennaio ho provato sulla mia pelle che il bene non sempre vince il male, che l'amore di una mamma e di un papà a volte può non bastare, che le parole giuste spesso non ci sono, che nessuna possibile condanna potrà mai compensare quello che in poche ore mi è stato tolto a nani nude, Credo pero ancora fermamente che la verità possa e debba vincere. Il mio cuore in questo momento è colmo dell'amore che sento fortemente per i miei genitori, della gratitudine nel confronti dell'Arma, degli inquirenti e dei miei legali, della vicinanza che sento per la mia famiglia da parto di un mondo intero, del bene e dalla luce che riesco a vedere nonostante tutto nella mia vita, della vita che vuole la vita, come diceva sempre mia mamma", conclude Madé Neumair.