Oggi si celebra il giorno dell’Unità nazionale e delle Forze armate, a 100 anni da quel 4 novembre 1921 che suggellò la tumulazione del Milite Ignoto nel sacello dell’Altare della Patria.

Il Milite rappresenta gli oltre 650mila morti della Grande guerra, innescata il 28 luglio 1914 dall’omicidio dell’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo.

Il conflitto si concluse l’11 novembre 1918.

La stima dei caduti militari fu fatta dal demografo Giorgio Mortara nel 1925: 378mila soldati uccisi in azione o morti per le ferite riportate, 186mila morti di malattie e 87mila invalidi deceduti durante il periodo compreso tra il 12 novembre 1918 e il 30 aprile 1920 a causa delle ferite riportate in guerra.

I morti civili furono calcolati in 1.021.000, di cui 589.000 a causa di malnutrizione e carenze alimentari e 432.000 a causa dell’influenza spagnola.