Una maestra delle elementari riceve il vaccino anti Covid. In Italia somministrate 4,3 milioni di dosi
Una maestra delle elementari riceve il vaccino anti Covid. In Italia somministrate 4,3 milioni di dosi
L’obiettivo del piano vaccinale in corso di elaborazione da parte della Protezione Civile prevede l’innalzamento a 200mila dosi al giorno a marzo (6 milioni e 200mila dosi al mese) e poi a 400mila ad aprile (12 milioni di dosi al mese), a 500mila a maggio (15,5 milioni in 31 giorni) e a 600mila a giugno (18 milioni di dosi il 30 giorni). In totale da aprile a giugno fanno 45,5 milioni di dosi delle 52 che teoricamente dovremmo ricevere. Considerati i 6,2 milioni ipotizzati a...

L’obiettivo del piano vaccinale in corso di elaborazione da parte della Protezione Civile prevede l’innalzamento a 200mila dosi al giorno a marzo (6 milioni e 200mila dosi al mese) e poi a 400mila ad aprile (12 milioni di dosi al mese), a 500mila a maggio (15,5 milioni in 31 giorni) e a 600mila a giugno (18 milioni di dosi il 30 giorni). In totale da aprile a giugno fanno 45,5 milioni di dosi delle 52 che teoricamente dovremmo ricevere. Considerati i 6,2 milioni ipotizzati a marzo e i 4 milioni e 283mila già somministrati fino a febbraio, fanno 49 milioni e 862mila dosi.

Un aiuto fondamentale lo darà il vaccino di Johnson & Johnson, che è monodose ed è stato appena approvato dalla agenzia regolatoria americana, la Fda. L’agenzia europea, l’Ema, dovrebbe dare il via libera attorno al 10-12 marzo ed entro 1821 giorni potrebbe arrivare in Italia la prima spedizione (grossomodo mezzo milione di dosi) del quantitativo previsto entro giugno: 7 milioni e 307mila dosi (che significa altrettanti vaccinati), scaglionati in invii settimanali o quindicinali.

"Alcune milioni di dosi – ha confermato Massimo Scaccabarorozzi, presidente di Farmindustria e ad di Johnson & Johnson Italia – arriveranno a partire da aprile, ma il grosso delle 27 milioni di dosi (per esattezza 15 milioni e 950mila dosi, ndr) è previsto nel terzo trimestre dell’anno". In attesa che giovedì Farmindustria porti al ministro dello Sviluppo economico Giorgetti una short list di aziende che potrebbero produrre su licenza in Italia i vaccini già autorizzati (tempo di produzione: entro dicembre), tra le quali ci sarebbero la Gsk di Siena, la Fidia di Abano Terme e anche la Novartis Italia di Torre Annunziata (più varie aziende per l’infialamento), c’è poi la partita dei vaccini italiani.

Il 18 febbraio l’Istituto Superiore di Sanità e l’Aifa hanno dato l’ok alla fase 2 della sperimentazione clinica sul vaccino ReiThera-Spallanzani. Ieri è invece iniziata la fase 1 del secondo vaccino italiano, E-vax, il vaccino anti Covid ideato dalla azienda romana Takis con la monzese Rottapharm Biotech. Al San Gerardo di Monza inizierà oggi (primo volontario un ragazzo di 21 anni) la prima fase di sperimentazione sull’uomo di questo vaccino che usa una piattaforma a dna. La sperimentazione coinvolgerà a Monza venti persone e altrettanti saranno arruolati anche allo Spallanzani di Roma e all’Irccs Pascale di Napoli.

Alessandro Farruggia