Il ministro dell’Economia e delle finanze Daniele Franco, 68 anni, ieri al Consiglio Ecofin a Bruxelles
Il ministro dell’Economia e delle finanze Daniele Franco, 68 anni, ieri al Consiglio Ecofin a Bruxelles
di Antonio Troise Italia promossa e vincente. Non se l’aspettava proprio il ministro dell’Economia, Daniele Franco, l’applauso dei suoi 27 colleghi europei al suo arrivo nella sede dell’Ecofin. Non è un mistero che l’Ue abbia tifato Italia nella battaglia di Wembley. Ma è davvero raro che un evento sportivo faccia sentire il suo peso nelle austere sale di Bruxelles, dove si riuniscono i custodi delle economie del Vecchio Continente. Un applauso che ha un valore doppio: proprio ieri, l’Ecofin ha dato il suo via libera ai 191,5 miliardi del Piano italiano di Ripresa e Resilienza (Pnrr), staccando un assegno "al buio" di 25 miliardi. Una ventata di ottimismo arrivata anche a Palazzo...

di Antonio Troise

Italia promossa e vincente. Non se l’aspettava proprio il ministro dell’Economia, Daniele Franco, l’applauso dei suoi 27 colleghi europei al suo arrivo nella sede dell’Ecofin. Non è un mistero che l’Ue abbia tifato Italia nella battaglia di Wembley. Ma è davvero raro che un evento sportivo faccia sentire il suo peso nelle austere sale di Bruxelles, dove si riuniscono i custodi delle economie del Vecchio Continente.

Un applauso che ha un valore doppio: proprio ieri, l’Ecofin ha dato il suo via libera ai 191,5 miliardi del Piano italiano di Ripresa e Resilienza (Pnrr), staccando un assegno "al buio" di 25 miliardi. Una ventata di ottimismo arrivata anche a Palazzo Chigi. Mario Draghi, infatti, ha riversato la sua soddisfazione in un tweet: "Siamo pronti a costruire un’Italia più verde, innovativa e inclusiva. L’italia di domani". E poi, all’inizio del Consiglio dei ministri, il premier ha scandito: l’ok dell’Europa "deve essere motivo di orgoglio per l’Italia. Ora, approviamo in tempi rapidi le riforme e continuiamo a confermarci un Paese affidabile".

I primi soldi arriveranno già nelle prossime settimane, in ogni caso entro agosto, facendo partire i progetti subito cantierabili. Il resto della cifra, invece, sarà erogato solo a lavori ultimati e obiettivi raggiunti. Come a dire: dovremo dimostrare di saperceli meritare. Ma un fatto è certo: l’Italia sta recuperando vistosamente terreno sul piano della fiducia. "Per un Paese come il nostro che ha avuto per anni un problema di dinamismo e difficoltà di innovazione – ha aggiunto il ministro Franco –, creatività e carenza di fiducia, la vittoria agli Europei può dare fiducia".

Certo, è bene restare con i piedi per terra. Per tornare ai livelli pre-crisi e uscire davvero dal tunnel della pandemia, spiega Franco, bisognerà attendere il terzo trimestre del prossimo anno, anche se nel 2021 la ripresa sarà più vigorosa del previsto, con un rimbalzo di 5 punti del Pil. Recupereremo, cioè, oltre la metà dei 9 punti persi a causa del Covid.

Un aiuto importante arriverà, comunque, dalla prima tranche di 25 miliardi sbloccata ieri, pari alla metà dei 50 miliardi raccolti dall’Ue per finanziare i piani nazionali.

Ieri è stato dato l’ok ai Piani di 12 Paesi, all’Italia è andata la fetta più consistente degli aiuti, oltre 190 miliardi di euro, a cui si aggiunge un contributo extra di 30 miliardi. Una dote mai vista ma che dovrà essere spesa in fretta. Il 70% dei finanziamenti a fondo perduto (circa 69 miliardi) dovrà essere impegnato entro il 2022. La restante parte l’anno successivo. Tutti i progetti dovranno essere completati entro il 2026. Un vero e proprio tour de force. Già entro la fine del mese la cabina di regia di Palazzo Chigi farà partire i primi bandi per impegnare i 25 miliardi in arrivo. Poi si dovrà correre.

Alla sfida dell’ambiente è dedicato il 37,5% della dotazione, con ingenti investimenti nella mobilità pulita e nell’alta velocità, nelle rinnovabili e nella ristrutturazione degli edifici pubblici e privati. Il 25% delle risorse andrà in interventi nella digitalizzazione delle imprese, a partire da banda ultralarga e 5G. Soddisfatto anche il commissario europeo agli Affari Monetari, Paolo Gentiloni, che riconosce il lavoro fatto dall’ex premier Conte anche se, la spinta decisiva "è arrivata con la leadership di Draghi. Ora il Paese deve dimostrare lo stesso spirito di coesione che ha portato gli azzurri a vincere sul campo di Wembley".