Rita Amenze, 30 anni, nigeriana, è stata uccisa a colpi di pistola dal marito Pierangelo Pellizzari, 61 anni
Rita Amenze, 30 anni, nigeriana, è stata uccisa a colpi di pistola dal marito Pierangelo Pellizzari, 61 anni
di Riccardo Jannello Una carneficina. L’ultimo femminicidio in ordine di tempo è quello di ieri mattina alle sette a Noventa Vicentina, in provincia di Vicenza. Anche in questo caso il ricercato è quello che era ormai, secondo la volontà della donna, l’ex marito, incapace di sopportare la separazione. Se l’è data a gambe ed è braccato in tutta l’Italia del Nord dalle forze di polizia. L’uomo, Pierangelo Pellizzari, 61 anni, ha atteso l’ex moglie, Rita Amenze, che avrebbe compiuto 31 anni il 26 settembre, prima che entrasse al lavoro, unico stipendio per la famiglia perché il marito l’aveva perso e non riusciva a trovare un impiego se non saltuariamente in qualche cantiere edile. Pellizzari ha esploso quattro colpi di arma da fuoco...

di Riccardo Jannello

Una carneficina. L’ultimo femminicidio in ordine di tempo è quello di ieri mattina alle sette a Noventa Vicentina, in provincia di Vicenza. Anche in questo caso il ricercato è quello che era ormai, secondo la volontà della donna, l’ex marito, incapace di sopportare la separazione. Se l’è data a gambe ed è braccato in tutta l’Italia del Nord dalle forze di polizia. L’uomo, Pierangelo Pellizzari, 61 anni, ha atteso l’ex moglie, Rita Amenze, che avrebbe compiuto 31 anni il 26 settembre, prima che entrasse al lavoro, unico stipendio per la famiglia perché il marito l’aveva perso e non riusciva a trovare un impiego se non saltuariamente in qualche cantiere edile. Pellizzari ha esploso quattro colpi di arma da fuoco non appena Rita, di origini nigeriane, è scesa dall’auto.

La morte è stata immediata ed è avvenuta davanti a decine di colleghi e colleghe che si apprestavano a entrare nella fabbrica specializzata nell’inscatolamento di generi alimentari, principalmente funghi. Scivolata fra due auto, Rita è stata soccorsa, ma inutilmente, mentre l’ex marito saliva precipitosamente su una Jeep grigia e fuggiva. Posti di blocco sono stati subito messi in essere dai carabinieri e dalla polizia sulle principali strade della Regione e sulle autostrade, ma per ora il fuggitivo l’ha fatta franca. Il movente dell’atroce delitto non sarebbe solo nella gelosia dell’uomo, ma anche nel desiderio di Rita di fare venire dalla Nigeria un figlio che aveva avuto da una precedente relazione. Dividere la sua donna con una creatura deve essere apparso a Pierangelo insostenibile. La violenza non ha risparmiato neppure una senzatetto trovata morta in una strada centrale di Messina, via Garibaldi, di fronte alla chiesa di Santa Caterina. Concetta Gioè, 68 anni, originaria di Palermo, aveva numerose ferite di arma da taglio sul corpo. Chi vorrebbe la morte di una clochard? Si indaga in ogni direzione, ma la pista di un "regolamento di conti" fra emarginati per un semplice posto per la notte sul sagrato di una chiesa, è quella che riscontra il maggiore successo.

Se l’assassino di Vicenza è ancora in fuga, l’uomo che l’altro giorno ha ucciso la moglie a Quartucciu (Cagliari) si è arreso immediatamente, chiamando i carabinieri. Paolo Randaccio, 67 anni, ha ucciso la moglie Angelica Salis, 60, con sei coltellate e ha poi telefonato in caserma. Ha atteso i militari sull’uscio di casa. La relazione fra i due – che hanno tre figli che vivono lontani – era diventata violenta. L’uxoricida avrebbe picchiato la donna anche qualche giorno fa. Lei era corsa via da casa scalza, ma il suo racconto, piuttosto confuso, in un bar non aveva fatto, purtroppo, scattare alcun allarme. Il dato che viene fuori sulle morti di donne nel 2021 è altamente drammatico seppure in linea con quello dell’anno precedente.

Le statistiche ufficiali del Viminale si fermano al 5 settembre e parlano di 186 omicidi avvenuti in Italia, le donne uccise a quella data erano 76, la maggior parte di loro, 66, hanno trovato la fine in ambito familiare, 47 delle quali uccise da partner o ex partner. Purtroppo nell’ultima settimana ci sono altri sei casi da mettere in conto non ancora entrati nei bollettini del ministero degli Interni. Una vera e propria ecatombe che consegna alle cronache 82 donne vittime soprattutto di gelosia. Un femminicidio ogni tre giorni. E non basta che ci siano state meno donne ferite. Un dato che dimostra come si stia arrivando a una maggiore consapevolezza rispetto alle minacce latenti, è che sono raddoppiate nel 2020 rispetto al 2019 le donne che si sono rivolte al 1522, il numero anti violenza: 49 ogni 100mila rispetto alle 27 precedenti. Pandemia e costrizione a casa non sempre sono stati fattori positivi.