L’occupazione degli studenti all’Istituto Calamandrei di Sesto Fiorentino
L’occupazione degli studenti all’Istituto Calamandrei di Sesto Fiorentino

Elena

Ugolini

Le occupazioni del liceo Newton di Roma sono rivendicate dal collettivo Julian Assange. Colpisce la contraddittorietà delle motivazioni: "Siamo governati da una classe dirigente che non sa a cosa servano cultura, insegnamento e spirito critico… Il Covid, la Dad, sono state l’occasione per sottrarre la scuola al suo riferimento materiale, riconvertendola in una pura interazione digitale dove l’unico interlocutore dello studente è il computer".

Se la Dad invece di essere considerata uno strumento che ha permesso di continuare la relazione è stata vissuta come un danno dagli studenti, perché decidere, come strumento di lotta, di interrompere le lezioni in presenza, obbligando la maggioranza dei propri compagni a non andare in aula? Il paradosso della preside del Newton “costretta“ ad attivare la Dad per non interrompere l’attività didattica è sotto gli occhi di tutti. Occupare è un atto illegale ed è scorretto far finta che non lo sia, per compiacere i giovani e apparire dialoganti! Ma dopo quello che è accaduto in questi due anni, dopo aver capito quanto è importante quel luogo, perché farlo chiudere? Perché non trovare un canale di dialogo quotidiano, continuo, umano, dentro ogni ora di scuola? Penso che i nostri studenti abbiano bisogno di questo. E’ troppo poco essere protagonisti solo per i 3, 4, 5 giorni di occupazione, ed è sbagliato chiedere di essere ascoltati solo nei momenti straordinari.