L’obbligo del Green pass per accedere alla mensa aziendale, che il governo equipara di fatto ai ristoranti, fa scattare il primo sciopero. La Rsu Fim-Cisl ha proclamato per domani due ore di astensione dal lavoro, per i 650 dipendenti della Hanon Systems di Campiglione Fenile, azienda torinese specializzata in componenti elettronici. "Si discriminano i lavoratori e si...

L’obbligo del Green pass per accedere alla mensa aziendale, che il governo equipara di fatto ai ristoranti, fa scattare il primo sciopero. La Rsu Fim-Cisl ha proclamato per domani due ore di astensione dal lavoro, per i 650 dipendenti della Hanon Systems di Campiglione Fenile, azienda torinese specializzata in componenti elettronici.

"Si discriminano i lavoratori e si viola la loro privacy mettendoli alla gogna davanti ai colleghi senza considerare i motivi per cui qualcuno non ha ancora fatto il vaccino", spiega Davide Provenzano, leader della Fim Cisl Torino, che chiede all’azienda "di aspettare chiarimenti dal governo prima di procedere". La comunicazione diffusa dalla direzione risorse umane dell’azienda spiega che il dipendente privo di Green pass non potrà accedere nel locale mensa e dovrà consumare il proprio pasto al sacco in un’area differente, ma non "nelle aree aziendali comuni, negli spogliatoi, nella aree break e sulle postazioni di lavoro".

Di fronte alle proteste dei lavoratori, l’azienda ha proposto di creare un tendone esterno, ma anche questa soluzione non è piaciuta. "Siamo favorevoli al vaccino - precisa Provenzano - ma se gli operai possono lavorare in linea senza Green pass, allora possono anche mangiare in mensa senza il certificato. È un problema che va risolto a livello nazionale, servono linee guida chiare e non iniziative estemporanee". Nei giorni scorsi, aveva detto la stessa Cisl, "per voce istituzionale è stato precisato che il green pass è obbligatorio anche per accedere nelle mense aziendali ma non da estendere per quanto riguarda l’accesso ai contesti lavorativi". "La norma parla di esercizi che somministrano cibi e bevande, non di mense aziendali che, peraltro, applicano già da tempo i protocolli Covid, che prevedono tra l’altro plexiglas e turni separati", ribatte Provenzano. La protesta torinese potrebbe non restare isolata.