ROMA Vaccinato. Il presidente del Consiglio Mario Draghi dà seguito ai pubblici impegni presi di fronte agli italiani: alle 8.30 di mattina si presenta all’hub della Stazione Termini assieme alla moglie Maria Serenella Cappello (nella foto) e qui, espletate le formalità di rito, riceve la prima dose del siero AstraZeneca. Vaccino di...

ROMA

Vaccinato. Il presidente del Consiglio Mario Draghi dà seguito ai pubblici impegni presi di fronte agli italiani: alle 8.30 di mattina si presenta all’hub della Stazione Termini assieme alla moglie Maria Serenella Cappello (nella foto) e qui, espletate le formalità di rito, riceve la prima dose del siero AstraZeneca. Vaccino di famiglia – nel suo caso – visto che anche il figlio residente a Londra è stato immunizzato con lo stesso prodotto.

La scelta di Draghi, che riceverà la seconda dose fra tre mesi, valorizza ulteriormente la credibilità del premier al tavolo europeo dei vaccini, dove la Gran Bretagna festeggia il crollo della mortalità da Covid, mentre l’intera Unione – ormai sull’orlo di una crisi di nervi – continua a soffrire per terapie intensive sotto stress, consegne vaccinali non rispettate e iniziative autonome dei singoli Paesi o, peggio, dei rispettivi territori. È il caso della Germania, dove aree come Berlino e il Brandeburgo, Monaco, Colonia e NordReno-Vestfalia, rimettono in frigo il siero anglosvedese stoppando le vaccinazioni di tutti gli under 60. Obiettivo: chiarire se vi sia un collegamento tra le 31 trombosi accertate (9 fatali) e le inoculazioni AstraZeneca (2 milioni e 700mila) effettuate. E infatti il bugiardino di Vaxzevria – nuovo nome ufficiale del vaccino AstraZeneca – ora incorpora anche rari casi di trombosi tra i possibili effetti collaterali.

Angela Merkel e il suo ministro della Salute Jens Spahn tornano così ostaggio dei Länder: possibile lo stop ad AstraZeneca per tutti gli under 60 tedeschi. Draghi invece tira dritto. Un nuovo protagonismo italiano passa anche dall’assunzione di ragionevoli margini di rischio.

g.ros.