Il governatore del Veneto, Luca Zaia (Ansa)
Il governatore del Veneto, Luca Zaia (Ansa)

Roma, 3 dicembre 2020 - La bozza del nuovo Dpcm che entrerà in vigore a mezzanotte con le misure anti Covid per le feste di Natale sta già provocando critiche da parte delle Regioni che la scorsa notte hanno ricevuto la bozza. Nel primo pomeriggio si è tenuta la conferenza Stato-Regioni col confronto decisivo prima della firma di Conte che in serata terrà una conferenza stampa. Se ne fa interprete il governatore del Veneto, Luca Zaia che pari pari dice: "Il governo lo riveda".  La bozza, ha detto Zaia ai giornalisti, "lascia non poche perplessità. Questo Dpcm  è talmente incisivo sugli aspetti degli spostamenti che il Governo si è visto costretto ad approvare un Decreto legge. Questo Dpcm qualche guaio ce lo dà". "Con questo Dpcm per il nostro territorio Natale sarà un simil-lockdown", ha proseguito Zaia. "C'è uno scenario di natura umana, con la mancata ricongiunzione dei parenti se non abitano nello stesso Comune. Penso che questo aspetto per la Regione Veneto viene prima di tutti. E non c'è traccia di ristori". Peraltro dal Veneto nessuna intenzione di fare ricorso.

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Dl spostamenti, Regioni critiche

Le Regioni sono critiche anche per quanto riguarda l'approvazione del Dl spostamenti: "Stupore e rammarico. Il governo non ci ha interpellato. Soluzione inidonee. Inutile il nostro parere sul Dpcm". Secondo la Conferenza il decreto è stato approvato "in assenza di un preventivo confronto tra le Regioni": un metodo, afferma, che "contrasta con lo spirito di leale collaborazione, sempre perseguito nel corso dell'emergenza, considerato peraltro che la scelta poteva essere anticipata anche nel corso del confronto preventivo svolto solo 48 ore prima". Tra le Regioni critiche le Marche che esprimono "forte disappunto". In controtendenza il sindaco di Firenze, Dario Nardella: "Ok il rigore"

Spostamenti vietati dal 21 dicembre al 6 gennaio

"Con questo Dpcm per il nostro territorio Natale sarà un simil-lockdown", ha proseguito Zaia. "C'è uno scenario di natura umana, con la mancata ricongiunzione dei parenti se non abitano nello stesso Comune. Penso che questo aspetto per la Regione Veneto viene prima di tutti. E non c'è traccia di ristori".

Val d'Aosta, legge anti-Dpcm

Fontana: "Il governo ci ascolti"

In mattinata era intervenuto il governatore della Lombardia, Attilio Fontana: "Ci avvisano sempre all'ultimo minuto. Speriamoche il governo ci ascolti". Fontana critica il divieto di spostamento tra comuni 25, 26 dicembre e 1 gennaio: "E' un divieto lunare".

Toti: "Governo scorretto"

Duro il presidente della Liguria, Giovanni Toti. "Siamo riuniti come Regioni ma vorrei che fosse chiaro che il Decreto Legge del Governo con queste misure è già pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Trovo assai scorretto che il Governo adotti una simile misura senza neppure parlarne con gli enti locali".

Dura la Val d'Aosta

Critico anche il presidente della Regione Valle d'Aosta, Erik Lavevaz: "Nessuna richiesta delle Regioni è stata accolta nel Dpcm. In particolare siamo stati infastiditi dalla norma su spostamenti che consideriamo iniqua. Ci sono comuni e comuni, anche Roma è un comune ma con milioni di abitanti e con un'estensione enorme. Non ci si potrà spostare nel comune vicino per il pranzo di Natale, anche nei comuni dove magari non c'è un ristorante. Questo crea disparità tra territori. Anche sull'apertura degli impianti di sci non è stata recepita nessuna delle nostre proposte".

I parlamentrai Pd

Venticinque senatori del Pd scrivono una lettera al loro capogruppo Andrea Marcucci per chiedergli di "attivarsi con il Governo affinché lo spostamento tra Comuni nelle giornate del 25, 26, 1 gennaio, possa avvenire per consentire a persone che vivono in comuni medio piccoli di ricongiungersi per poche ore con familiari che abitano in altri Comuni". E Marcucci si è attivato chiedendo appunto a Conte di tornare sui suoi passi.