Covid Italia: la situazione delle terapie intensive
Covid Italia: la situazione delle terapie intensive
Roma, 4 gennaio 2020 -  Il sogno di uscire dal lockdown natalizio per tornare alla situazione di seminormalità che c’era prima è già svanito. La curva dei contagi che continua a crescere preoccupa non solo i medici del Comitato tecnico- scientifico, ma lo stesso governo che, tra oggi e domani, prepara una nuova stretta destinata a durare almeno fino al 15 gennaio. Covid, bollettino sul Coronavirus (Italia e regioni) del 4 gennaio Nuovo Dpcm o decreto Divieto di spostamento tra le regioni, bar e ristoranti aperti solo per l’asporto e impossibilità di ospitare più di due persone a casa (parenti o amici) restano i capisaldi anche delle nuove misure. Svanita invece la proposta – che pure era circolata ieri pomeriggio – di anticipare il coprifuoco alle 20: resterà alle 22. Oggi il governo trarrà le conclusioni di una lunghissima trattativa cominciata con la riunione con capidelegazione di maggioranza e i...

Roma, 4 gennaio 2020 -  Il sogno di uscire dal lockdown natalizio per tornare alla situazione di seminormalità che c’era prima è già svanito. La curva dei contagi che continua a crescere preoccupa non solo i medici del Comitato tecnico- scientifico, ma lo stesso governo che, tra oggi e domani, prepara una nuova stretta destinata a durare almeno fino al 15 gennaio.

Covid, bollettino sul Coronavirus (Italia e regioni) del 4 gennaio

Nuovo Dpcm o decreto

Divieto di spostamento tra le regioni, bar e ristoranti aperti solo per l’asporto e impossibilità di ospitare più di due persone a casa (parenti o amici) restano i capisaldi anche delle nuove misure. Svanita invece la proposta – che pure era circolata ieri pomeriggio – di anticipare il coprifuoco alle 20: resterà alle 22.

Oggi il governo trarrà le conclusioni di una lunghissima trattativa cominciata con la riunione con capidelegazione di maggioranza e i ’tecnici’ Miozzo, Locatelli, Brusaferro (che insiste: "Non ci dobbiamo distrarre: l’epidemia è ancora molto pericolosa"), continuata con il Cts e terminata a notte, con la riunione con le regioni.  E non si esclude che la firma al provvedimento possa arrivare entro stasera. 

Zona arancione il 4 gennaio: cosa si può fare oggi

Le due ipotesi

In campo sia l’ipotesi di una proroga delle misure vigenti fino all’Epifania (Italia arancione nei giorni feriali, rossa nel weekend) sia di un provvedimento-ponte meno stringente con le regioni che potrebbero tornare gialle il 7 e l’8 (fermo restando il divieto di postamento tra regioni e di avere più di due ospiti a casa) per poi passare in fascia arancione il 9 e il 10; successivamente, sulla base del monitoraggio, verrebbero assegnate le fasce per la settimana seguente. Le misure del provvedimento sono state illustrate da Boccia e Speranza in serata ai governatori: confronto acceso perchè diversi presidenti di regioni non condividono ulteriori restrizioni. "Il governo non stravolga ancora le regole", scandisce l’abruzzese Marsilio. Più cauto Bonaccini (Emilia Romagna) , invoca "misure comprensibili e il più possibile omogenee".

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Certo è che l’aria di crisi che circola tra i giallo-rossi si respira anche nelle riunioni sulle misure per combattere la pandemia, in cui si registra più di un battibecco. La ministra renziana Bellanova, infatti, ci tiene a sottolineare al premier come "il servizio sanitario nazionale sia troppo in affanno, e il piano vaccini insufficiente". Non solo, torna a battere cassa sui ristori per le categorie più colpite dal lockdown: "Le promesse vanno mantenute".

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D’altra parte, Conte non ha remore a schierarsi apertamente con la titolare dell’Istruzione, Azzolina: "La didattica in presenza al 50% deve ripartire negli istituti dal 7 gennaio". Netta invece la contrarietà di molti governatori: "Rischiamo di riaprire per richiudere subito". Sul tavolo ci sono anche i parametri. L’ipotesi più gettonata e condivisa dalle Regioni è quella di rivedere in modo più restrittivo l’indice Rt, uno degli indicatori dell’allarme che fa scattare le fasce per le regioni. In particolare dovrebbe essere abbassata a 1 la soglia che fa scattare la fascia arancione (invece dell’attuale 1,25) mentre per la fascia rossa basterebbe il raggiungimento di un Rt pari a 1.25 (invece dell’attuale 1.50).

A palazzo Chigi sostengono che questa "fase transitoria" servirà per valutare meglio gli effetti della stretta adottata nelle feste, i quali saranno più chiari verso la metà del mese: "I dati di questi giorni – fanno sapere al ministero della Salute – risentono di quanto accaduto dal 15 dicembre in poi, con gli affollamenti per lo shopping natalizio. È evidente che già con il prossimo bollettino dovremo analizzare la situazione e convalidare eventuali cambi di fascia con regioni che possono entrare in zona arancione o addirittura rossa. Ma non è scontato che questo possa essere sufficiente per tenere sotto controllo la curva epidemiologica".

Inutile girarci attorno, grande è la preoccupazione da queste parti per quanto sta accadendo in Gran Bretagna e Germania: il timore diffuso è che la terza ondata – grazie anche alla mutazione subita dal virus – sia molto più potente della seconda, coinvolgendo anche i più giovani. Semmai accadesse ciò che temono in molti, ovvero che tra il 15 e il 20 gennaio si "scateni l’inferno" per dirla con un esponente giallo-rosso, è possibile che la stretta attualmente in canna venga ulteriormente potenziata.