MILANO - Nessuna sorpresa per l’ipotesi di lockdown che da domani potrebbe chiudere bar e ristoranti dopo le 18. Ilenia Gabriele, titolare del Blues Canal, storico pub vicino ai Navigli – epicentro della movida milanese – se lo aspettava. Prevale lo sconforto?  "Da imprenditrice voglio chiudere ora per garantirmi un...

MILANO - Nessuna sorpresa per l’ipotesi di lockdown che da domani potrebbe chiudere bar e ristoranti dopo le 18. Ilenia Gabriele, titolare del Blues Canal, storico pub vicino ai Navigli – epicentro della movida milanese – se lo aspettava.

Prevale lo sconforto? 
"Da imprenditrice voglio chiudere ora per garantirmi un domani. Aprire prima delle 18 per un pub non ha molto senso: ne ha di più farlo solo quando ci saranno le condizioni. Negli ultimi otto mesi la clientela ha continuato ad 'asciugarsi'. I turisti che prima si riversavano a frotte sui Navigli ora si contano sulle dita di una mano. Gli impiegati sono in smart working e rimangono vicino a casa. Per fortuna i giovani non ci avevano mollato. Ma il coprifuoco ha impaurito pure loro. Da giorni i locali non stanno lavorando. L’unica cosa che non è cambiata sono le spese fisse: per l’affitto paghiamo 16mila euro al mese". 

Crede che la movida abbia delle responsabilità nel boom di contagi?
"Prendo metropolitana e tram tutti i giorni: non ho mai visto nessun locale affollato come i mezzi pubblici in certe ore del giorno. Aggiungo però che prima di essere imprenditori, siamo padri o madri, abbiamo genitori, fratelli, nipoti. Non abbiamo interesse a favorire gli assembramenti. Noi nei locali ci lavoriamo. Siamo responsabili per la nostra incolumità, e quella del nostro team, dei nostri cari, dei nostri clienti".

Non c’è il pericolo che a Milano scoppi una manifestazione come a Napoli? 
"Spero di no. Non è giustificabile alcuna forma di guerriglia. Anche se forse, più di altri, posso intuire l’esasperazione di chi ha fatto debiti su debiti per inseguire il suo sogno".