Monopattini e nuove regole: con qualche dubbio
Monopattini e nuove regole: con qualche dubbio

Roma, 6 novembre 2021 - Il nuovo codice della strada è stato appena votato al Senato - sarà operativo entro il 10 novembre - e già arriva il primo dubbio:  i monopattini potranno circolare anche su statali e provinciali, proprio come le biciclette? Se lo chiede Asaps, rilanciano le autoscuole di Confarca. 

Cosa dice la legge


Il testo della modifica appena approvata nel maxi-decreto Infrastrutture dice così: “I monopattini a propulsione prevalentemente elettrica possono circolare esclusivamente su strade urbane con limite di velocità di 50 km/h, nelle aree pedonali, su percorsi pedonali e ciclabili, su corsie ciclabili, su strade a priorità ciclabile, su piste ciclabili in sede propria e su corsia riservata ovvero dovunque sia consentita la circolazione dei velocipedi”. A giustificare le domande è l’ultima frase. “Divorzia da tutto quello che c’è scritto prima – osserva  il presidente dell’Asaps Giordano Biserni –. Il primo giudice di pace, senza neanche essere di cattivo umore, potrebbe così  annullare eventuali sanzioni. Noi, sia chiaro, non siamo dei contestatori tanto per dire qualcosa, ma chiediamo chiarezza sulle norme da applicare sulle strade”.

Le nuove regole


I monopattini, con il nuovo corso, dovranno circolare massimo a 20 km/h, avere  frecce e freni ma non la targa, l’assicurazione sarà prevista solo per i mezzi a noleggio, il casco non sarà obbligatorio per i maggiorenni. Proprio su quest'ultimo punto si è innescata una forte polemica, con la sostanziale vittoria delle associazioni di sharing, che si erano dette contrarie all'ipotesi fin dall'inizio. Insomma più d'uno ha osservato che la stretta promessa si era persa per strada. “Immaginiamoci un monopattino sorpassato da un’auto che va ai 90 – ragiona Christian Filippi, segretario sezione autoscuole di Confarca –. Già è pericoloso per le bici, il monopattino poi ha sicuramente una stabilità inferiore. Fa un po’ specie che sia stata approvata una cosa del genere. Perché così si capisce che questi mezzi potranno circolare anche su strade extraurbane secondarie, come sono quelle che collegano una città all’altra. Resterebbero vietate solo autostrade e tangenziali”

La richiesta


Quindi come si risolve? “Questo dubbio va fugato – chiede Biserni –. Non è possibile che modifiche di legge creino imbarazzi e dubbi anche nelle forze di polizia che poi scrivono a noi.  Vorremmo  essere smentiti, altrimenti lungo le strade extraurbane, ci attendono code chilometriche per la presenza 'legittima' dei nuovi dispositivi di micromobilità elettrica e, purtroppo, altissimi rischi". 

La risposta

Diego De Lorenzis, grillino, nella Commissione Trasporti alla Camera, fa sapere: "L'intento del legislatore non era quello di far circolare i monopattini su statali e provinciali.  Se c'è un chiarimento da fare lo faremo".  Tra parentesi, anche l'indicazione delle strade con un solo limite di velocità, 50 chilometri orari, scritto così parrebbe escludere paradossalmente persino le zone a 30. Da capire come potrà avvenire questa correzione. Non è detto  possa bastare una circolare del ministero. Nei giorni scorsi il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini aveva ricordato: "Una norma del decreto prevede che entro sei mesi si  valutino ulteriori interventi". E aveva fatto l'esempio dell'assicuraizone. 

Assosharing

"Pensiamo sia utile una circolare interpretativa che vada in continuità con la normativa precedente con circolazione nei soli ambiti urbani, così come anche per la gestione dell’assicurazione RC", è la posizione espressa da Matteo Tanzilli, presidente di Assosharing. Pare di capire che nemmeno  l'associazione di categoria del comparto noleggio sia entusiasta all'idea di vedere i monopattini su statali e provinciali.