Roma, 25 marzo 2020 - Pubblichiamo di seguito il nuovo elenco Ateco più ristretto delle attività strategiche o essenziali che possono rimanere aperte durante l’emergenza Coronavirus. Escono dalla lista delle aziende essenziali o strategiche del decreto di qualche giorno fa le imprese che producono carta da parati o imballaggi in legno, come anche quelle della gomma e, ugualmente, viene  limitata l’operatività dei call center. Nello stesso tempo viene esplicitamente confermata come essenziale l’attività delle Agenzie per il lavoro, che selezionano e forniscono personale e che nelle ultime settimane hanno lavorato a pieno ritmo, per esempio, nel reclutamento di operatori sanitari e  figure professionali  vitali per la sicurezza digitale. 

La nuova lista Ateco

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E così, almeno per il momento i nuovi scioperi dell’industria e dei servizi sono scongiurati. I vertici di Cgil, Cisl e Uil, dopo una maratona di 24 ore di trattative con il governo si mostrano soddisfatti per il risultato. "E' sicuramente un buon lavoro – spiega Annamaria Furlan, numero uno della Cisl - che rassicura tutto il mondo del lavoro in questo momento molto grave e tragico per il nostro Paese.  Abbiamo ristretto le produzioni davvero indispensabili per garantire la continuità del nostro sistema sanitario e del settore dell'agro-alimentare, quelle che sono le produzioni davvero essenziali oggi nel nostro Paese in questo momento. I prefetti dovranno ora coinvolgere le organizzazioni sindacali nei territori per le autocertificazioni delle imprese ed anche nel settore della difesa il ministro della difesa si è impegnato a ridurre le produzioni, salvaguardando sole le attività produttive essenziali". 

L’operazione di riduzione delle attività aperte è avvenuta attraverso l’eliminazione dei cosiddetti codici e sottocodici  Ateco che, secondo la classificazione dell’Istat, individuano le specifiche attività produttive o gli specifici servizi. Il settore della produzione della carta è stato tagliato per quello che riguarda la lavorazione della carta da parati. I call center potranno continuare a operare nelle tlc e nell’energia. 

Uno degli aspetti critici che è stato affrontato e risolto ha riguardato, infatti, proprio l’individuazione di quelle attività che sono funzionali alla continuità delle filiere strategiche, attraverso una comunicazione al prefetto. Ebbene, "il governo si è impegnato, attraverso il ministero dell'Interno a dare indicazioni ai prefetti di consultare le organizzazioni sindacali territoriali, rispetto alle autocertificazioni delle aziende". 

 

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