10 feb 2022

Vaccino Novavax Italia, Magrini (Aifa): "Arriverà il 24 febbraio"

Il direttore generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco: "No quarta dose ma verso un richiamo annuale"

Roma, 10 febbraio 2022 - "Novavax è in arrivo, dovrebbe arrivare il 24 di questo mese e essere disponibile". Nicola Magrini, direttore generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), mette un punto agli interrogativi sorti nei giorni scorsi e fornisce una data certa, che segnerà una nuova svolta alla lotta contro il Covid. Il 24 febbraio scenderà in campo la quinta colonna, un "vaccino proteico, come quelli antinfluenzali", spiega. Ed è il siero che potrebbe piacere agli "indecisi", se non addirittura convincere i no vaxperchè si basa sulle "proteine ricombinanti", già usate da decenni per altri vaccini. 

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"Sarà una piccola integrazione rispetto agli altri vaccini a mRna - specifica Magrini -. Alcuni che sembrano preferirlo, quindi Novavax sarà presto un'opzione per un milione o due di persone che vogliono comunque vaccinarsi". "Mentre Valneva", aggiunge, "è un vaccino ancor più classico e con una tecnologia più vecchia, si tratta di un vaccino inattivato che arriverà ancora più avanti". In qualsiasi caso, quelli a mRna "si sono rivelati i vaccini più efficaci" e "su cui non c'è da avere nessun dubbio rispetto a interferenze geniche, genetiche".

In linea generale, Magrini ieri aveva spiegato, alla presentazione del 'Rapporto annuale sulla sicurezza dei vaccini anti Covid-19', che soprattutto grazie agli ottimi risultati delle somministrazioni stiamo "andiamo verso la normalità, più preparati di prima". E, visto l'andamento della curva epidemica in discesa, ci si augura "una stagione primaverile-estiva che sarà in assenza di una forte circolazione virale". In questa cornice, il quarto vaccino, spiega oggi il direttore generale dell'Aifa, "non sarà una 4/a dose ma un richiamo, speriamo annuale" e "dovremo fraternizzare anche con quello". 

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"L'efficacia di questi vaccini - prosegue - è andata anche meglio del previsto, rispetto al fatto che si siano scoperti così in fretta, che il dato degli studi sia stato del 95% di efficacia e che sia stato confermato nel 1° trimestre di utilizzo reale. C'è stata poi una lenta graduale perdita di efficacia anche per una variante che l'ha parzialmente ridotta". La comunità scientifica, conclude, "ne ha concordemente visto lo straordinario beneficio ovunque".

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