Vincenzo Barone, rettore della Normale di Pisa
Vincenzo Barone, rettore della Normale di Pisa

Pisa, 18 ottobre 2018 - Stop a nuovi concorsi per l’assunzione di docenti alla Scuola Normale di Pisa fino a quando non sarà estirpata la pianta cattiva che avvelena il clima interno ogni volta che una candidata donna arriva in odore di cattedra. Pianta assai rigogliosa tra le antiche mura di una delle più prestigiose istituzioni universitarie al mondo e i cui frutti sono lettere anonime, fake news, pettegolezzi a sfondo sessuale e calunnie messe in giro ad arte per screditare la malcapitata di turno. La denuncia del direttore Vincenzo Baronepubblicata ieri in esclusiva dal nostro giornale – ha scosso l’intero mondo accademico italiano.

Ma oggi lo studioso rilancia: "In questo momento sono ancora da concludere le procedure di alcuni concorsi, per cui per ora ho scelto solo di denunciare pubblicamente quanto accade, sia per non essere tacciato in futuro di non aver fatto nulla, ma soprattutto per non essere connivente. Attenderò dunque la fine delle prove in corso e poi proporrò una pausa prima di bandire nuove selezioni. Avevamo già istituito una commissione per modificare alcuni aspetti dei regolamenti nei concorsi. È ora evidente che questo organismo dovrà avere tutto il tempo per operare in piena serenità" dice Barone, intenzionato ad andare fino in fondo: «Avremo anche modo di affrontare, con i legali della Scuola, la situazione interna e il clima inaccettabile che si è creato contro le candidate donne». Il direttore intende così mettere sotto i riflettori le lettere anonime, tutte conservate, le mail e i messaggi ingiuriosi per «valutare come intervenire perché questo sconcio abbia fine».

Intanto oggi il professor Barone terrà la prolusione alla cerimonia di inaugurazione del nuovo anno accademico, il numero 208 dalla fondazione. Ieri è stato tutto il giorno sotto l’assedio di tv e giornalisti della stampa per la questione dei veleni a sfondo erotico contro le candidate. E si è tolto altri sassolini dalle scarpe: "In un recente concorso ci sono stati due ricorsi al Tar da parte di esclusi contro una candidata che aveva superato la prima fase della selezione (e che peraltro, alla fine, non è risultata idonea). In uno ho ravvisato elementi che ritengo diffamatori verso il sottoscritto visto che si affaccia il sospetto di presunte irregolarità nella composizione della commissione giudicatrice. Nel procedimento la Scuola sarà rappresentata dall’avvocatura dello Stato, ma anche io mi sono rivolto a un legale e mi sono costituito in giudizio". La battaglia continua.

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