Dopo quattro anni passati sotto cumuli di macerie sono state riportate alla luce le campane della basilica di San Benedetto di Norcia, crollata (campanile compreso) nel sisma 2016. A darne notizia la Soprintendenza alle Belle Arti dell’Umbria. Quattro sono integre, la quinta è fortemente danneggiata. Si cerca la sesta. "Un’emozione che ripaga, simbolicamente, di molte fatiche – commentano l’architetto Vanessa Squadroni e il direttore dei lavori, l’ingegnere Giuseppe Lacava –, amplificata dal periodo di fermo obbligato per l’emergenza Covid. I lavori per la messa in...

Dopo quattro anni passati sotto cumuli di macerie sono state riportate alla luce le campane della basilica di San Benedetto di Norcia, crollata (campanile compreso) nel sisma 2016. A darne notizia la Soprintendenza alle Belle Arti dell’Umbria. Quattro sono integre, la quinta è fortemente danneggiata. Si cerca la sesta. "Un’emozione che ripaga, simbolicamente, di molte fatiche – commentano l’architetto Vanessa Squadroni e il direttore dei lavori, l’ingegnere Giuseppe Lacava –, amplificata dal periodo di fermo obbligato per l’emergenza Covid. I lavori per la messa in sicurezza della basilica erano ripartiti a ottobre 2019. Ai primi di marzo il lockdown ci ha costretti allo stop. Il cantiere è stato quindi riaperto a metà giugno".

"Ora andremo avanti più speditamente possibile – annuncia la soprintendente Rosaria Mencarelli –, perché la comunità e l’intero Paese hanno bisogno di segnali di ripresa e passare quanto prima alla fase di progettazione della ricostruzione". Già, eccolo il punto cruciale più volte sottolineato anche dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo. Quest’ultimo, nel commentare il ritrovamento delle campane (verranno trasferite nel deposito del Santo Chiodo di Spoleto per il restauro), parla di "una felice coincidenza proprio nel momento della presentazione della consegna delle offerte per la progettazione della basilica (l’apertura delle buste è avvenuta ieri, ndr). È un messaggio di speranza che viene a confortare la ormai troppo lunga attesa della popolazione di Norcia e della Chiesa diocesana tutta. Non si può non rilevare con rammarico, ancora una volta, il lungo periodo trascorso dal terremoto dell’autunno 2016, durante il quale la burocrazia e i ritardi nelle procedure non hanno permesso di avanzare con sollecitudine in un’operazione così urgente e significativa".

Quindi l’invito: "La presentazione della consegna delle offerte mi offre l’occasione per rinnovare al ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, alla soprintendenza e al commissario straordinario del governo per la ricostruzione l’appello a voler favorire in ogni modo possibile la ricostruzione celere delle case e delle chiese e la ripresa delle attività economiche, affinché le popolazioni della Valnerina possano riavere una vita serena e dignitosa". Fino ad oggi, i 10 milioni di euro dei fondi della politica di coesione stanziati dall’Unione Europea per la basilica di Norcia, non sono infatti mai arrivati. Complici i tempi ‘titanici’ della burocrazia rallentati ulteriormente dal lockdown dovuto al Covid-19. All’attuale lotto di scavi seguirà l’ultimo per la rimozione delle macerie e la messa in sicurezza, in particolare della cripta dove il 21 marzo del 2017 fu ritrovata la statua del Santo Patrono d’Europa ‘miracolosamente’ in piedi. Quindi si procederà alla cantierizzazione propedeutica ai lavori di ricostruzione. O almeno si spera...