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28 giu 2022
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Cronaca
28 giu 2022

Nonna Segre alla Ferragni: "Ora tocca a te"

Milano, la senatrice e l’influencer insieme al Memoriale della Shoah. Liliana: "Chiara è come una nipote. Può farsi carico della memoria"

28 giu 2022
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Chiara Ferragni, 35 anni, con. Liliana Segre, 92, durante la visita al Memoriale della Shoah a Milano
Chiara Ferragni, 35 anni, con. Liliana Segre, 92, durante la visita al Memoriale della Shoah a Milano
Chiara Ferragni, 35 anni, con. Liliana Segre, 92, durante la visita al Memoriale della Shoah a Milano
Chiara Ferragni, 35 anni, con. Liliana Segre, 92, durante la visita al Memoriale della Shoah a Milano
Chiara Ferragni, 35 anni, con. Liliana Segre, 92, durante la visita al Memoriale della Shoah a Milano
Chiara Ferragni, 35 anni, con. Liliana Segre, 92, durante la visita al Memoriale della Shoah a Milano

di Marianna Vazzana

"La polvere rossa si alzava lontano e il sole brillava di luce non vera". Le parole di Francesco Guccini potrebbero essere la perfetta colonna sonora per accompagnare i passi della senatrice a vita Liliana Segre e dell’imprenditrice influencer Chiara Ferragni che nei giorni scorsi hanno visitato insieme il Memoriale della Shoah, nel ventre della stazione Centrale di Milano. Due generazioni a confronto. Due mondi che si avvicinano.

Nei video postati sul profilo Instagram da Chiara Ferragni (seguita da 27,4 milioni di persone) si vedono le loro ombre allungarsi sui vagoni del treno che trasportava gli ebrei e altri deportati fino ai campi di concentramento: le stesse carrozze che venivano impiegate per il bestiame, senza finestrini per guardare fuori o cambiare aria. La gente viaggiava stipata dentro quelli che sembravano loculi in movimento. "La nostra è stata una visita semplice, da nonna a nipote, un incontro tra generazioni ma anche un passaggio di testimone" ha spiegato Liliana Segre. “Nonna e nipote“ si guardano attorno, tra la polvere di quel che fu (da non dimenticare) e la luce “non vera“, nel buio di quei corridoi preceduti da una parola scritta all’ingresso a caratteri cubitali: "Indifferenza". Perché il male è scrollare le spalle. Voltarsi dall’altra parte. Non tenere viva la memoria.

Da qui, il passaggio di testimone: "Quando i testimoni oculari non ci saranno più, dovremo fare affidamento su tutti quei cittadini che vorranno prendersi in carico la responsabilità di ricordare. Chi meglio di Chiara Ferragni allora, che ogni giorno parla con 27 milioni di persone?", ha proseguito la senatrice, che all’età di 13 anni fu arrestata e deportata. Oggi di anni ne ha 92. "Il Memoriale della Shoah ha ormai qualche anno, ha aperto per la prima volta al pubblico nel 2013, ma ancora, persino a Milano, ci sono persone che non lo conoscono, o non sanno esattamente cosa sia o dove sia. Particolarmente preoccupante è scoprire che moltissimi taxisti non ne siano a conoscenza: se nemmeno chi ci porta le persone sa di cosa stiamo parlando vuol dire che dobbiamo attivarci diversamente". E quindi "per questo ho pensato a Chiara Ferragni, che non solo ha un seguito enorme, ma già prima di conoscerla mi sembrava una donna di spessore. Dopo averla incontrata, prima a casa mia e poi in visita al Memoriale, ho potuto conoscere la sua curiosità e disponibilità a mettersi a servizio di questa mia richiesta".

Chiara, l’imprenditrice-influencer, prima di tutto ringrazia: "Da donna a donna mi ha dato una lezione di vita, di umanità e di attivismo. Diciamo no all’indifferenza". Sul suo profilo ha già invitato "tutti a visitare il Memoriale della Shoah a Milano per vedere, pensare, agire". Per lei stessa è stata una prima volta: "Qualche giorno fa la senatrice mi ha portato alla scoperta di un luogo del quale non conoscevo nulla. Ascoltare dalla voce di Liliana, come dice lei, “da nonna a nipote“, la storia di chi è stato perseguitato in questo luogo a pochi passi da casa mi ha fatto soffrire e soprattutto riflettere. Ho capito quanto le persecuzioni si siano consumate sotto casa nostra, sotto gli occhi indifferenti di molti nostri concittadini. In questo luogo ho imparato quanto restare indifferenti all’odio e alla violenza sia un gesto ulteriore di violenza e odio".

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