Marcella Cocchi Stendiamo il tappetino rosso "Parla l’escort dello spin doctor di Salvini". Ovunque ormai, nei giornali, nelle tv, sui social, viene dato ampio spazio e concessa credibilità al gigolò Alexander, nome d’arte, che fece il festino agostano con droga a casa di Luca Morisi. È indagato, lui come l’ex guru della comunicazione del leader leghista, ma fornisce urbi et orbi resoconti sterminati ogni volta...

Marcella

Cocchi

Stendiamo il tappetino rosso "Parla l’escort dello spin doctor di Salvini". Ovunque ormai, nei giornali, nelle tv, sui social, viene dato ampio spazio e concessa credibilità al gigolò Alexander, nome d’arte, che fece il festino agostano con droga a casa di Luca Morisi. È indagato, lui come l’ex guru della comunicazione del leader leghista, ma fornisce urbi et orbi resoconti sterminati ogni volta contraddittori. Anche ieri gli è stato dedicato un titolone, "La mia vita è distrutta", con tanto di ennesima versione dell’ultimo scandalo che ha investito il Palazzo. Nelle stesse ore, lamentele simili echeggiano dalle udienze del processo Ruby ter, dove invece troviamo ex Olgettine, come Barbara Guerra e Alessandra Sorcinelli, ossia ragazze un tempo invitate alle "cene eleganti" del Cavaliere, piangere e compiangersi: "Berlusconi ci ha rovinato la vita". E ancora: "Stia a casa a fare il nonno", quel "vecchio" di Berlusconi.

Ora, premesso che la stampa fa il suo mestiere e che gli unici giudizi che contano saranno quelli dei tribunali, qualcosa stride in tanto risalto. C’è qualcosa che urta nel nuovo circo giudicante contro "nani e ballerine" di oggi. Diciamocelo. Commuovono fino a un certo punto le versioni di presunti ricattatori, di ragazze tenute a libro paga, di gigolò che magari intanto mandano il messaggio di aver bisogno di soldi. Il sospetto è che la vita se la siano rovinata soprattutto da soli. Il rischio è di trasformare queste persone – pur con tutta la solidarietà che si può avere per le loro vicende umane e per le loro condizioni sociali – in finti Mahatma Gandhi e in finte Maria Goretti. Se ai politici è lecito chiedere un minimo di coerenza rispetto a quanto predicano, bisognerebbe però non trasformare la controparte in vittime. Se da chi ricopre importanti cariche pubbliche ci si aspetterebbe che evitasse circostanze che possono rendere ricattabili, forse si potrebbe però evitare di trasformare in santi gli altri protagonisti degli scandali tra letto e potere. Con un’avvertenza, sia chiaro: meglio lasciare da parte per tutti moralismo, puritanesimo e lacrime da reality scadenti.