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31 mag 2022

"Non siamo ancora finiti nel baratro Ma senza pace salta tutto il sistema"

L’economista Poma: "In pericolo anche le imprese migliori se la guerra va avanti"

31 mag 2022
Luciano Poma di Nomisma
Luciano Poma di Nomisma
Luciano Poma di Nomisma
Luciano Poma di Nomisma
Luciano Poma di Nomisma
Luciano Poma di Nomisma

Si è scatenata la tempesta perfetta sull’economia italiana?

"Sì, anche se è iniziata già l’anno scorso, prima della guerra. Ma non siamo ancora sull’orlo del baratro e della recessione", risponde Lucio Poma, capo economista di Nomisma.

Gli allarmi di imprenditori e consumatori sono esagerati?

"Guardano più al bicchiere mezzo vuoto anche se i problemi sono profondi e radicali. La crisi dei semiconduttori che dall’anno scorso frena le produzioni a partire dall’auto. La corsa dei prezzi del gas, cominciata a settembre con il no della Germania al Nord Stream2, e in generale delle materie prime, iniziata sempre nel 2021 per la ripartenza simultanea di Usa, Europa e Cina".

Che danni sta provocando la tempesta?

"Finora l’Italia e le sue imprese, anche se non tutte, hanno dimostrato la capacità di reagire meglio rispetto alla Germania, basta osservare la crescita a marzo del fatturato delle aziende e a maggio della fiducia e dell’occupazione. Ma…".

Ma?

"Se i rincari delle materie prime e il conflitto dovessero durare fino a fine anno anche le imprese migliori potrebbero sfilacciarsi: un conto è erodere la marginalità un altro andare in perdita".

La pace basterebbe?

"Servirà, ma il conflitto è solo una parte del problema. Qualche anno fa anche chi abita in campagna ha messo il condizionatore perché il caldo estivo ormai è strutturale. Così devono fare le imprese, ovvero capire come posizionarsi su un mercato profondamente cambiato e dal quale non si tornerà indietro anche quando finirà la guerra".

Achille Perego

© Riproduzione riservata

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