Un operatore sanitario all’ospedale. In alto, Filippo Anelli, presidente Fnomceo
Un operatore sanitario all’ospedale. In alto, Filippo Anelli, presidente Fnomceo
di Giovanni Rossi Rifiutano la patente No Vax. Si ritengono combattenti per la democrazia. Non si immunizzano e si ribellano alla sola idea. Trecento operatori sanitari e medici di Brescia, Cremona, Bergamo e Mantova – province tra le più colpite dalla pandemia – chiedono al Tar di Brescia di sospendere e annullare la previsione vaccinale per il personale sanitario. Il 14 luglio la prima udienza. E altri 200 operatori, a Milano, sono pronti a depositare analogo ricorso amministrativo. Aprendo scenari emulativi su scala nazionale. "Non è una battaglia No Vax, ma democratica. Qui si obbliga una persona a correre un rischio e se non lo corre gli viene impedito di svolgere la professione", spiega l’avvocato Daniele Granara, estensore del ricorso contro le Aziende sanitarie territoriali ora tenute, in forza di legge, ad accertare la violazione...

di Giovanni Rossi

Rifiutano la patente No Vax. Si ritengono combattenti per la democrazia. Non si immunizzano e si ribellano alla sola idea. Trecento operatori sanitari e medici di Brescia, Cremona, Bergamo e Mantova – province tra le più colpite dalla pandemia – chiedono al Tar di Brescia di sospendere e annullare la previsione vaccinale per il personale sanitario. Il 14 luglio la prima udienza. E altri 200 operatori, a Milano, sono pronti a depositare analogo ricorso amministrativo. Aprendo scenari emulativi su scala nazionale. "Non è una battaglia No Vax, ma democratica. Qui si obbliga una persona a correre un rischio e se non lo corre gli viene impedito di svolgere la professione", spiega l’avvocato Daniele Granara, estensore del ricorso contro le Aziende sanitarie territoriali ora tenute, in forza di legge, ad accertare la violazione della profilassi e poi a trasmettere la richiesta di sospensione agli Ordini.

Secondo l’ultima rilevazione, sono infatti 42.021 su 1.945.982 i sanitari in attesa di prima dose o dose unica: il 2,16% della platea. Quanti sono i medici e gli odontoiatri non vaccinati su 468mila iscritti agli Ordini? "Tra i 130mila ospedalieri non credo arrivino a 300", è convinto Carlo Palermo, segretario di Anaao-Assomed, il sindacato più rappresentativo. Durissimo Filippo Anelli, presidente Fnomceo, la Federazione degli Ordini dei medici chirurgi e degli odontoiatri: "Non si può affidare la salute a chi non crede nei vaccini". Per fortuna, è "una sparuta minoranza", perché "il 99,8% dei medici si è immunizzato": il che "non vuol dire che non ci sia un problema". "Ai colleghi e agli operatori sanitari che hanno avviato un ricorso al Tar di Brescia, ricordo che la Corte Costituzionale afferma che non si tratta di un obbligo, ma di un requisito per esercitare la professione sanitaria – puntualizza Anelli –. Ovviamente, nel momento in cui il requisito è vaccinarsi, i professionisti devono decidere: se vogliono fare i medici si devono vaccinare" (salvo documentate controindicazioni).

Barbara Mangiacavalli, leader della Fnopi, il sindacato delle professioni infermieristiche, stima che gli infermieri No Vax siano attorno a 500 e non più di 1.000 (su 456.000). E, dal suo personale osservatorio, invita a guardare nelle Rsa dove ci sono "operatori di interesse sanitario che svolgono mansioni meno qualificate e non hanno un ordine di riferimento". I sanitari che ancora mancano all’appello si anniderebbero quindi in parte in questa area e, in parte nel campo largo delle "31 professioni sanitarie" riconosciute – dettaglia Anelli –, dal chirurgo al farmacista, dal biologo al podologo, dall’ortottista al dietista, dall’igienista dentale all’audioprotesista e via elencando. Sindacati e Ordine condividono la linea dura. "Per legge, la qualità delle cure non può prescindere dalla sicurezza. Le Asl fanno bene ad agire con tempestività e severità", osserva Palermo. "Il medico che ideologicamente fa battaglie contro il vaccino – continua Anelli – va incontro a procedimento disciplinare. Questo perché un medico che non crede ai vaccini è come un ingegnere che non crede alla matematica. Come si fa?"

Il prerequisito della vaccinazione per l’esercizio delle professioni sanitarie vale fino alla completa attuazione del piano strategico vaccinale, e comunque non oltre il 31 dicembre 2021. Così i ricorrenti provano a guadagnare tempo rivolgendosi al Tar. "L’Italia – è scritto nelle 52 pagine del ricorso depositato a Brescia – è l’unico Paese dell’Unione europea a prevedere l’obbligatorietà per determinate categorie di soggetti della vaccinazione per la prevenzione della Sars-CoV-2". Previsione illegittima secondo i ricorrenti, che da un lato rivendicano in punta di diritto "la libertà di scelta della cura e la libertà della ricerca scientifica sancite dalla Costituzione, diritti inviolabili e parte integrante del patrimonio costituzionale dei Paesi Ue", e dall’altro criticano nel merito "i quattro vaccini autorizzati" e distribuiti "senza nemmeno possibilità di scegliere": una cura di cui peraltro non sarebbero garantite "né la sicurezza né l’efficacia" e con effetti di lungo termine "non noti". Ai combattenti per la libertà invece bastano sei mesi: il tempo che l’obbligo di vaccinazione decada, grazie a tutti gli italiani vaccinati.