27 apr 2022

"Non pagheremo il gas in rubli" E Putin chiude due rubinetti europei

Gazprom sospende la fornitura a Polonia e Bulgaria. Tensione sui mercati, impennata dei prezzi

Già domenica il flusso del gasdotto Yamal si era interrotto per diverse ore
Già domenica il flusso del gasdotto Yamal si era interrotto per diverse ore
Già domenica il flusso del gasdotto Yamal si era interrotto per diverse ore

di Elena Comelli La prima vera rappresaglia di Vladimir Putin contro l’Europa è scattata ieri ai danni della Polonia e della Bulgaria. Mosca ha improvvisamente interrotto la fornitura di gas ai polacchi attraverso il gasdotto Yamal, l’arteria principale da cui dipende l’afflusso di metano verso i principali sostenitori europei della resistenza ucraina all’invasore. Subito dopo le voci sullo stop di Mosca alla Polonia il prezzo del gas sulla piazza di Amsterdam (che fa da riferimento per l’Europa intera) è schizzato in su del 17% a 107 euro per megawattora, ripiegando poi a quota 98 (+7%). Già domenica il flusso lungo le tubature dello Yamal si era interrotto per diverse ore, per poi ripartire, ma un grafico pubblicato ieri da Zet News mostra con chiarezza che da ieri mattina la quantità di gas immessa all’ingresso dello Yamal in Polonia, nel terminale di Kondrakti, è di nuovo crollata. Ieri Gazprom, nel tardo pomeriggio, attraverso l’agenzia russa Tass, aveva negato lo stop. Poi però è arrivata anche la nota ufficiale dell’operatore polacco dell’impianto PGNiG, che spiega di aver ricevuto una notifica dalla compagnia russa secondo cui le forniture verranno "completamente interrotte" a partire dalle 8 di stamane. Lo stesso avviso è stato inviato anche in Bulgaria. L’azienda polacca ha anticipato che chiederà i danni per il mancato adempimento del contratto e il governo ha subito riunito una unità di crisi per monitorare la situazione. A fine marzo Mosca aveva minacciato i Paesi europei che appoggiano l’Ucraina di "chiudere il rubinetto" se non avessero saldato la loro bolletta energetica in rubli, al posto di euro o dollari, e l’ultimatum con il quale Putin aveva imposto ai cosiddetti "Paesi ostili" il pagamento delle forniture in rubli è scaduto venerdì. Varsavia, allineandosi agli altri governi Ue, aveva deciso di rifiutare questa imposizione. Il colosso energetico russo Gazprom, ...

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